Colpo di mano a Latina

26 luglio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Il commissario di Governo per la sicurezza dei materiali nucleari autorizza una nota azienda, la Sogin, a realizzare un nuovo deposito di scorie nucleari presso la centrale di Borgo Sabotino, alla periferia di Latina. L’ordinanza del commissario è datata al 4 luglio scorso. In particolare, si autorizza la Sogin, che si occupa dello smantellamento delle ex centrali nucleari italiane, alla costruzione presso la centrale nucleare di Latina degli edifici di “estrazione” e “condizionamento” dei fanghi radioattivi, di un edificio “cutting facility” nonché di un deposito temporaneo di rifiuti nucleari. “L’ordinanza ha di fatto esautorato il Comune di Latina, che ancora non si era espresso sulla richiesta di permesso a costruire avanzata dalla Sogin”. E’ quanto denuncia in una nota Zaratti, Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio.
In realtà i protagonisti di questa vicenda coincidono tra loro, poiché il commissario di Governo è il generale Carlo Jean, che ricopre contemporaneamente anche la carica di presidente della Sogin. Continue reading Colpo di mano a Latina

G8: il nucleare forse, Kyoto può attendere

18 luglio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Non c’era tempo per parlare di Cecenia, al G8 di San Pietroburgo. I leader degli otto Paesi più industrializzati del mondo avevano in agenda ben altro, argomenti ben diversi e distanti dal genocidio che avviene nella regione del Caucaso. Esattamente quel che desiderava Putin, che sostiene apertamente una linea politica secondo la quale la questione cecena è un problema interno della Russia. Per il leader del Cremlino era più importante parlare di gas naturale e dell’affermazione di Gazprom tra le 5 aziende con maggiore fatturato del mondo intero. Gli otto hanno approvato un documento tanto lungo quanto ambizioso sulla sicurezza energetica, ma sono apparsi pericolosamente divisi sull’uso del nucleare civile e sull’ambiente. Le differenti posizioni sulla sicurezza energetica vengono ammesse esplicitamente nella dichiarazione approvata nella seconda giornata del vertice di San Pietroburgo: “Riconosciamo che i membri del G8 perseguono strade diverse per raggiungere la sicurezza energetica e gli obiettivi di protezione ambientale”, sono le poche righe nella sezione dedicata all’energia nucleare, “Quelli fra noi che stanno considerando piani all’utilizzo o allo sviluppo dell’energia nucleare, sono convinti che tale sviluppo contribuirà alla sicurezza energetica globale, riducendo allo stesso tempo l’inquinamento e rispondendo così alla sfida del mutamento del clima”. Continue reading G8: il nucleare forse, Kyoto può attendere

Pyongyang fa a testate con Washington

6 luglio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Il quattro luglio, in perfetta sincronia con la festa d’indipendenza degli USA, e forse non per coincidenza, la Corea del Nord, l’ennesimo degli “stati canaglia” secondo il governo Bush, si è dedicata ad una serie di test missilistici.
I primi due lanci di vettori, a breve gittata, hanno terminato il loro volo in mare; uno in prossimità di un’isola dell’arcipelago giapponese e l’altro al largo delle coste russe.
Pochi minuti dopo, il lancio di un terzo missile, che secondo i satelliti spia del Pentagono sarebbe un Taepodong 2, che è il vettore di punta coreano, un missile a lunga gittata guardato con preoccupazione dalla comunità internazionale. Preoccupazione che nasce dalle caratteristiche del missile dichiarate dai suoi progettisti: una gittata intercontinentale, di circa 4000 Km, in grado di attraversare il Pacifico, fino alla California o alla costa canadese, e di trasportare una testata nucleare.
Il lancio è però decisamente fallito: il Taepodong 2 è caduto in mare dopo appena 50 secondi dal lancio.
Sono seguiti lanci di altri tre missili a breve gittata. Tutti volutamente in mare. Continue reading Pyongyang fa a testate con Washington

La morte nucleare del Pandzhab

15 giugno 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Mentre gli occhi del mondo occidentale si focalizzano sul programma atomico iraniano e sul ventesimo anniversario della sciagura di Chernobyl, un velo di silenzio e di oblio è caduto sul nucleare pakistano e sui danni che ha già causato soprattutto sul fronte interno.
Il programma nucleare pakistano ha le sue radici nel perenne conflitto contro l’India, una guerra dimenticata, antica quanto i due stati. Iniziò ad essere sviluppato nel 1972, in assoluta segretezza.
Nell’area di confine tra i due stati ci sono state in tutto 11 esplosioni nucleari, tutte dovute a test di armi atomiche: cinque test indiani e sei pakistani.
Nella provincia di Pandzhab, a 350 Km da Islamabad, in un luogo dove nel 1988 ci fu una delle esplosioni atomiche di test, ha sede il deposito di stoccaggio delle scorie nucleari pakistane. Non si tratta di un deposito sicuro e se ne vedono le ragioni, generando dubbi sulla sicurezza del programma atomico del Paese. Continue reading La morte nucleare del Pandzhab

Le scorie di Piacenza

data giugno 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Tecnicamente, un Polo di mantenimento pesante è una struttura tecnologica militare. L’esercito italiano ne ha due: il Polo di mantenimento Sud, dislocato a Nola (NA) ed il Polo di mantenimento Nord, situato a Piacenza, in viale Malta. Fa parte del complesso militare anche lo stabilimento dell’ex Pertite in via Emilia Pavese, sempre a Piacenza. Nei poli di mantenimento si provvede alla manutenzione e alla revisione dei mezzi corazzati e dell’artiglieria dell’esercito. Il Polo di mantenimento Nord è da qualche anno al centro di una “bufera” politica e sindacale, aperta il 12 febbraio 2001 dal consigliere regionale dell’Emilia Romagna Renato Delchiappo. Il motivo dell’attenzione attorno al Polo di Piacenza è semplice: presso la struttura risultano essere ricoverati per manutenzione mezzi provenienti dalle missioni in Kossovo e in Iraq; inoltre, tali mezzi erano in dotazione nella zone di operatività dei contingenti italiani che risultano essere quelle maggiormente colpite dai proiettili all’uranio impoverito. Continue reading Le scorie di Piacenza