USA-Russia: accordo nucleare

9 maggio 2008.

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E’ stato firmato a Mosca, giusto all’ultimo giorno della presidenza di Putin, un patto di cooperazione tra Russia e Usa sul nucleare civile. L’accordo, lo riferisce l’agenzia Itar-Tass, è stato firmato dal capo della società nucleare russa Sergei Kirienko e dall’ambasciatore Usa a Mosca William Burns, prevede un’ampia cooperazione fra i due Paesi per l’uso dell’energia atomica a scopi industriali, in aree come la vendita e lo stoccaggio dell’uranio, nonchè un lavoro comune su programmi avanzati per i reattori. Una volta ex nemici, Washington e Mosca siglano così un accordo storico di cooperazione in un settore delicato come quello dell’energia nucleare. Nel giorno in cui lascia il Cremlino a Dmitry Medvedev, Vladimir Putin incassa un risultato importante in termini di fiducia da parte dell’Occidente. L’accordo permetterà alle parti di formare joint venture nel settore e di trasferirsi l’un l’altra tecnologie e materiali nucleari, aprendo la strada a quelle che Kiriyenko ha definito “grandi opportunità economiche” per entrambi.
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La Serbia verso l’Europa

1 maggio 2008.

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A Lussemburgo, alla presenza del presidente serbo Boris Tadic, è stato firmato l’Accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) tra l’Unione europea e il Governo di Belgrado, primo segnale formale di aggancio della Serbia ai 27 dell’Europa. Di fatto si tratta del primo passo del processo di adesione all’UE per la Serbia. L’intesa è stata formalmente siglata in primis dal vice presidente serbo Bozidar Djelic e dal presidente di turno dei ministri degli Esteri Ue, lo sloveno Dimitri Rupel. “È un momento storico per la nostra storia”, ha detto Tadic, “perché i Balcani portano sempre il fardello della guerra, mentre questo accordo, e altri simili con Paesi vicini, permetteranno di redigere un nuovo capitolo della nostra storia”.
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Conferenza di Parigi: una speranza per l’ambiente

29 aprile 2008

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Si è aperta a Parigi presso la sede dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la riunione dei Ministri dell’Ambiente dei Paesi OCSE, in cui si discuterà del delicato tema “Ambiente e competitività globale”. La conferenza, della durata di due giorni, è presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio in veste, anche se ancora per poche ore, di Ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana. I Ministri dell’Ambiente dei 30 paesi OCSE, assieme ai loro colleghi dei paesi candidati all’entrata nell’organizzazione (Cile, Estonia, Israele, Russia e Slovenia) ed ai ministri provenienti da Brasile, Cina, India, Indonesia e Sud Africa si stanno confrontando sulle modalità di azione condivisa per raggiungere obiettivi ambientali comuni: riduzione dell’inquinamento, conservazione della natura e minore produzione di CO2.
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Arriva la nuova confindustria

22 aprile 2008

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Settimana clou per Confindustria. E’ il momento in cui il sindacato più forte d’Italia, l’unico in grado di ottenere quel che vuole da tutti i governi, cambia i propri vertici. Luca Cordero di Montezemolo ha deciso di uscire di scena in un modo abbastanza duro, lanciando accuse a ripetizione verso i sindacati e verso quei settori della società che ancora non accettano di essere subalterni ad imprenditori e industriali, e che magari “osano” ancora rivendicare e negoziare circa i propri diritti. “E’ ormai chiaro che la trincea dei negoziati infiniti, del rifiuto di guardare con occhi obiettivi la realtà e soprattutto in che direzione va il mondo, serve solo e soltanto a difendere una casta di professionisti del veto”, ha detto il presidente uscente di Confindustria ad un convegno del suo centro studi.
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Il futuro nucleare di Tremonti

17 aprile 2008

Pubblicato su Altrenotizie e Carta

Le elezioni sono passate, il governo ancora deve nascere, ma già da qualche giorno Giulio Tremonti si sta lasciando andare a fantasie nucleari abbastanza pericolose, in quanto coinvolgerebbero altri Paesi nel modo peggiore possibile: scaricando sulle loro popolazioni i costi ambientali e sanitari, oltre ai rischi nucleari, della produzione elettrica destinata all’Italia. Nei giorni scorsi, la società energetica milanese Edison ha presentato uno studio di previsione sul fabbisogno di energia elettrica che tiene conto del rapporto tra “consumi attesi” e “produzione disponibile”: secondo le previsioni, nel 2030 l’Italia avrà necessità di un fabbisogno di 545 Twh di elettricità. Pertanto, la produzione attuale non basta. Da un lato Enel punta molto – anche se non tutto – sul carbone, in quanto via più rapida e meno costosa; dall’altro – ma è una via che ha un difetto – c’è da rispettare il vincolo posto dalla UE all’Italia, che prevede di ridurre del 20 per cento le emissioni rispetto al 1990: pertanto le centrali elettriche italiane non potranno produrre più di 88 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Edison, che al 50% è di proprietà della francese EDF, conclude il proprio studio dichiarando di vedere il nucleare come la soluzione all’approvvigionamento energetico.
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