Ucciso Alash Daudov

18 maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati

Grozny. Ritorna il pericolo, mai completamente assopito a dire il vero, di una nuova fase calda del conflitto in Cecenia, stando a guardare gli eventi di oggi. Poche ore fa, le forze russe in Cecenia hanno ucciso Alash Daudov, un esponente di spicco dei ribelli ceceni, ricercato per aver partecipato all’organizzazione del sequestro del teatro Dubrovka di Mosca nell’autunno del 2002, di azioni contro la polizia a Grozny e Nazran e del sequestro della scuola di Beslan nel 2004. Continue reading Ucciso Alash Daudov

Uzbekistan: è insurrezione?

13 Maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati

E’ di poche ore fa la notizia di disordini ad Andijon, cittadina nell’estremo oriente dell’Uzbekistan. Precisiamo subito che non si tratta (almeno per ora, mentre scriviamo) di un inizio di “rivoluzione” come avvenuto di recente nel vicino Kirgizistan, o come in Ucraina e in Georgia, poichè l’Uzbekistan ha già un governo filoamericano. Ma non si tratta neppure di “piccoli disordini”, visto che il rapido accavallarsi degli eventi, con 9 morti e l’assalto agli uffici amministrativi e ad un carcere, hanno fatto accorrere nella città il presidente Islam Karimov.

Per comprendere meglio cosa sta avvenendo in questo non tanto remoto angolo di ex-URSS occorre brevemente analizzare il quadro geopolitico locale. Il presidente Islam Karimov (noto tra i musulmani come Ibn Abdulgani Karim-oglu) ha dominato la scena politica da prima del 1989, periodo nel quale era a capo del Soviet Uzbeko. Karimov ha cambiato il nome del Partito Comunista Uzbeko in Partito Democratico del Popolo e ha creato lui stesso dei piccoli partiti d’opposizione i cui segretari sono suoi stretti alleati.

I movimenti di dissenso sono stati eliminati e dall’11 settembre del 2001, tutti i partiti islamici e i gruppi di opposizione sono stati inseriti nelle liste dei terroristi internazionali. Karimov, eletto nel 2000, grazie a una criticata estensione del suo mandato, governerà fino al 2008. Secondo molte organizzazioni umanitarie le condizioni sociali in Uzbekistan sono precarie e il governo attua una repressione crudele nei confronti di tutti gli oppositori.

La pena di morte è ampiamente applicata. Si pratica la schiavizzazione forzata dei bambini per il lavoro nelle piantagioni di cotone e la sterilizzazione forzata delle donne a scopo di controllo demografico Continue reading Uzbekistan: è insurrezione?

Cosa si muove nella C.S.I?

09 Maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati, Tribu Ribelli, Securityworld

Sommovimenti geopolitici che possono portare al disegno di nuovi equilibri e scenari, impensabili fino a poco tempo fa. Il 21 aprile il Congresso USA ha approvato un finanziamento di 100 milioni di dollari, dei quali ben 60 “per il proseguimento e il consolidamento” della rivoluzione arancione in Ucraina; gli altri 40 sono invece da dividersi tra i governi (amici o neo-amici) di Kirghizistan, Yemen, Marocco, Salvador, Mongolia e Afganistan.

Di sicuro non si tratta di un sostegno disinteressato da parte americana, come testimonia la recente visita di Condoleeza Rice a Mosca, in vista dell’incontro Bush-Putin di ieri a Mosca. Continue reading Cosa si muove nella C.S.I?

Un’altra mossa nel “grande gioco”

24 Marzo 2005.

Pubblicato su Reporter Associati
Domenica 13 marzo si sono svolte le elezioni in Kirghizistan, e ne è emerso un risultato che non ha nulla di nuovo: vince le elezioni Askar Akayev, già vincitore delle elezioni nel 1991, 1995, e 2000. In pratica, dal giorno del crollo dell’URSS, ha sempre vinto lui le elezioni. Anzi, per essere precisi, le vinceva già prima. Infatti già alle elezioni del Soviet Supremo kirghiso del febbraio 1990, dopo molteplici votazioni, venne eletto presidente proprio Akayev. Fisico e scienziato di ottima fama. Continue reading Un’altra mossa nel “grande gioco”

Cecenia, un Paese senza rotta

11 Marzo 2005

Pubblicato su Reporter Associati, Radio For Peace

Grozny — Aslan Maskhadov è morto. Ucciso in un agguato da truppe federali russe. Senza dubbio una vittoria politica per Valdimir Putin, ma una vittoria che spinge gli eventi in che direzione? Un passato come generale nell’Armata Rossa, poi la politica e la lotta per la liberazione della sua Cecenia, della sua terra natale. La rivolta in Cecenia scoppia nel 1991, alla caduta dell’ex URSS, quando viene dichiarata unilateralmente l’indipendenza da parte di un altro ex generale dell’Armata Rossa, Giokhar Dudayev, di fede musulmana.

L’allora capo di stato russo Boris Eltsin cerca dapprima di “trattare”, offrendo molta autonomia alla Cecenia purchè restasse nella C.S.I., poi, dopo il fallimento di ogni tipo di trattativa, nel 1994 avviene l’invasione armata da parte russa, che incontra però notevoli sacche di resistenza. Continue reading Cecenia, un Paese senza rotta