Operazioni speciali in Cecenia

4 febbraio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Il 29 gennaio scorso, l’esercito russo in Cecenia ha ucciso undici presunti guerriglieri e ne ha arrestati oltre 30. E’ questo il bilancio delle operazioni speciali condotte nella repubblica caucasica fino a ieri, a rendere pubbliche queste informazioni è il generale Grigori Fomenko, a capo delle forze russe in Cecenia, in una conferenza stampa a Grozny insieme al presidente ceceno filorusso Alu Alchanov. Da qualche mese, la stretta militare russa sta avendo ragione degli indipendentisti, come prova il fatto che sono in calo gli attentati contro le forze russe da parte degli insorti ceceni. Ma gli indipendentisti stanno cercando di reclutare nuove forze nel nord della Cecenia, e nelle regioni russe del Daghestan e di Stavropol. Proprio nel Daghestan, Mosca sta intensificando la pressione di polizia ed esercito contro la resistenza cecena. Continue reading Operazioni speciali in Cecenia

Kirghizistan tra oriente e occidente

20 gennaio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Altre avvisaglie di rivolgimenti nella piccola ma strategica repubblica asiatica del Kirghizistan. Un gruppo di politici coinvolti nella “Rivoluzione dei Tulipani”, che ha portato l’attuale governo al potere, sta premendo verso alcune fondamentali riforme nel Paese, asserendo che dal cambio di regime in poi non è poi cambiato molto.
Per comprendere meglio quanto sta succedendo, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo, fino al marzo 2005 ed alle elezioni che confermano la Presidenza di Askar Akayev, già vincitore delle elezioni nel 1991, 1995, e 2000.
Pochi giorni dopo, spinta dall’opposizione che accusa il governo di brogli elettorali, la “Rivoluzione dei Tulipani” rovescia il governo e costringe il Presidente a fuggire a Mosca, dove è accolto da Putin e riceve asilo politico.

Akayev, di estrazione culturale sovietica, già a capo del soviet supremo del Kirghizistan prima della caduta dell’URSS, viene ricordato come una figura molto ambigua nel panorama politico; dotato di un forte “spirito di conversione” post-sovietico, si è dimostrato un riformatore in senso neoliberista: ha ristrutturato l’apparato esecutivo per adattarlo al proprio liberismo politico ed economico ed ha intrapreso riforme che sono considerate le più radicali e di tipo occidentale tra tutte le repubbliche dell’Asia centrale. Continue reading Kirghizistan tra oriente e occidente

Campanelli asiatici

22 agosto 2005.

Pubblicato su Reporter Associati, Criticalpoint, Nwo

Non è bastata la visita di Donald Rumsfeld a Bishkek, nel tentativo di riaffermare la posizione USA in Kirghizistan e, in generale, nell’area dell’Asia Centrale ex-sovietica. La visita, che ha toccato tutte le basi militari americane nel Paese, è avvenuta dopo che Kurmanbek Bakiyev, appena eletto Presidente della piccola ma strategica repubblica centroasiatica, ha dichiarato come prima cosa che “occorre riconsiderare la presenza delle basi americane sul territorio nazionale”. Si deve ricordare che tali basi sono state istituite come supporto alle operazioni militari in Afghanistan. Secondo Bakiyev ora possono essere eliminate, essendo “sotto controllo” la situazione nella regione. Continue reading Campanelli asiatici

Ucciso Alash Daudov

18 maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati

Grozny. Ritorna il pericolo, mai completamente assopito a dire il vero, di una nuova fase calda del conflitto in Cecenia, stando a guardare gli eventi di oggi. Poche ore fa, le forze russe in Cecenia hanno ucciso Alash Daudov, un esponente di spicco dei ribelli ceceni, ricercato per aver partecipato all’organizzazione del sequestro del teatro Dubrovka di Mosca nell’autunno del 2002, di azioni contro la polizia a Grozny e Nazran e del sequestro della scuola di Beslan nel 2004. Continue reading Ucciso Alash Daudov

Cosa si muove nella C.S.I?

09 Maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati, Tribu Ribelli, Securityworld

Sommovimenti geopolitici che possono portare al disegno di nuovi equilibri e scenari, impensabili fino a poco tempo fa. Il 21 aprile il Congresso USA ha approvato un finanziamento di 100 milioni di dollari, dei quali ben 60 “per il proseguimento e il consolidamento” della rivoluzione arancione in Ucraina; gli altri 40 sono invece da dividersi tra i governi (amici o neo-amici) di Kirghizistan, Yemen, Marocco, Salvador, Mongolia e Afganistan.

Di sicuro non si tratta di un sostegno disinteressato da parte americana, come testimonia la recente visita di Condoleeza Rice a Mosca, in vista dell’incontro Bush-Putin di ieri a Mosca. Continue reading Cosa si muove nella C.S.I?