Napoli, i rifiuti della politica

11 ottobre 2006

Pubblicato su Altrenotizie e Cani Sciolti

Un avviso di garanzia dietro l’altro, anni di sequestri giudiziari, sempre per irregolarità di gestione. Questo l’attuale bilancio del commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti a Napoli. Nei due anni di commissariato del prefetto Catenacci, tutte le fasi gravi di emergenza sono avvenute a causa del fermo di almeno un impianto, o per manutenzione straordinaria, o per irregolarità. In luglio l’avviso di garanzia direttamente per Catenacci, dopo l’incendio nel impianto CDR (Combustibile derivato dai rifiuti) di Tufino (NA). Avviso di garanzia non per irregolarità di gestione, come avvenne anni fa alla discarica di Parco Saurino, nei pressi di Capua, ma per incendio doloso. Catenacci presentò le sue dimissioni. Ci vollero l’insistenza e le dichiarazioni di fiducia, da parte del capo del Dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei Ministri, Guido Bertolaso, per convincere il prefetto a ritirare le dimissioni e restare al proprio posto. Poi, una settimana fa, il nuovo avviso di garanzia, le nuove dimissioni, e l’assunzione ad interim dell’incarico da parte dello stesso Bertolaso.

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Napoli sotto i rifiuti

9 ottobre 2006

Pubblicato su Altrenotizie

E’ una Napoli che sembra essersi arresa, quella che si vede in questi giorni di nuova fase alta di emergenza rifiuti. Anche stavolta, al primo intoppo degli impianti di smaltimento, non c’è più un solo luogo a disposizione dove portare i rifiuti solidi urbani. La raccolta dai cassonetti è continuata per un po’, ma ovviamente fino alla saturazione completa delle aree di stoccaggio, delle isole ecologiche e perfino dei mezzi stessi, che ora attendono in fila di essere vuotati. Due giorni, è non è stato neanche più possibile raccogliere i rifiuti urbani dalle strade della città e della fascia dei comuni della provincia. Così, quella Napoli da cartolina e da turisti che in tanti, a livello istituzionale, cercano ancora di mostrare, resta sepolta sotto i suoi stessi rifiuti solidi urbani. Proprio mentre Guido Bertolaso, il capo della Protezione Civile, scende in campo al posto del prefetto Corrado Catenacci, per due anni commissario di Governo per l’emergenza rifiuti che dura da 1994 e che ha assunto le caratteristiche di un caos-rifiuti stabile, piuttosto che di un’emergenza.

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Stato d’emergenza

28 settembre 2006

Pubblicato in versione ridotta su Alternapoli

Stato d’emergenza per il traffico a Napoli. Quale traffico, ci si chiede? Quello di droga? O invece la parola traffico non c’entra, e si tratta di uno stato d’emergenza per l’ondata di criminalità che ha investito la città? Si tratta, recita il decreto, di “emergenza ambientale in materia di traffico e di mobilità“. Traffico automobilistico.
Se da un lato sappiamo tutti quanti, perchè lo viviamo quotidianamente, quanto il traffico napoletano sia un problema endemico, dall’altro non si capisce perchè in una città dipinta a tinte fosche, che tutto il mondo indica come senza cultura della legalità, il problema che gli attuali governi locali e nazionale individuano come “emergenza” sia quello del traffico e dei parcheggi.
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Campania, il cattivo business dei rifiuti

26 settembre 2006

Pubblicato su Altrenotizie e in versione ridotta su Alternapoli

Al dodicesimo anno di commissariato straordinario di governo per l’emergenza rifiuti, Napoli e la Campania non trovano ancora una via d’uscita. Il Piano Regionale per l’uscita dallo stato d’emergenza, varato oltre dieci anni fa dall’allora presidente della giunta regionale Rastrelli, è fallito pienamente. Il fallimento è avvenuto già negli anni scorsi, per una serie di motivi che vanno da inadempienze di FIBE, il soggetto privato che si era aggiudicato il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani di tutta la regione, fino ad una cattiva gestione politica ed istituzionale della situazione. Sono stati realizzati sette impianti di selezione dei rifiuti e produzione di CDR, combustibile derivato dai rifiuti, funzionanti a singhiozzo, che sono soggetti a lavorare sempre al massimo delle loro possibilità; pertanto spesso sono costretti a fermarsi, per manutenzione o per l’intervento della magistratura di fronte alla continua gestione irregolare che si fa di essi. Continue reading Campania, il cattivo business dei rifiuti