Anomalia Italia: il nucleare come rinnovabile

6 ottobre 2008

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Il Governo italiano, nel mettere a punto le sue linee per lo sviluppo economico, riesce a proporre un emendamento che, per molti versi, ricorda quello dei CIP6, con il quale furono ammessi i rifiuti bruciati tra le energie rinnovabili. Analogamente a quell’occasione, rivelatasi una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, oggi il Governo fa entrare il nucleare nel piano di sviluppo delle energie rinnovabili. Lo si legge in un emendamento all’articolo 15 del disegno di legge AC 1441 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Naturalmente, all’interno del Parlamento, non se n’era accorto nessuno, né dalla maggioranza né dall’opposizione. D’altronde, se riguardiamo i temi portati avanti in campagna elettorale dai principali schieramenti, ci accorgiamo che quel partito trasversale che va chiamato “Partito Nucleare” ha attualmente il 94% dei seggi sia alla Camera sia al Senato.
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Belgio: Iodio radioattivo disperso sul terreno

2 settembre 2008

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Allarme in Belgio per una fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L’incidente risale al 24 agosto, ma solo in questi giorni le autorità competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Insieme agli avvisi ai cittadini che vivono nell’area, l’Agenzia belga per il controllo nucleare ha informato la Commissione europea delle misure prese, così come previsto a livello UE dal sistema di allerta rapida Ecurie. La fuga radioattiva, avvenuta nel laboratorio dell’Istituto di radio-elementi (Ire) di cui è presidente l’ex commissario europeo Philippe Busquin, era stata segnalata nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto. In un primo momento, il 26 agosto scorso, l’incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli. Solo ieri sera l’Agenzia belga per il controllo nucleare ha optato però per misure di protezione più stringenti, dopo aver analizzato alcuni campioni di erba. A questo punto è partita la comunicazione anche all’esecutivo Ue e di conseguenza a tutti gli altri Stati membri.
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Europa nucleare: la Francia ancora causa di incertezza

1 agosto 2008

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Il 29 luglio 2008, appena pochi giorni dopo l’ultima contaminazione, che ha riguardato 94 lavoratori, presso la centrale nucleare di Tricastin, nel Dipartimento francese di Vaucluse, un centinaio di dipendenti sono stati evacuati in seguito ad un nuovo allarme provocato, questa volta, dalla sospetta fuoriuscita di polvere radioattiva dal reattore numero 4. Circa una quarantina di lavoratori sono stati trasferiti in infermeria e sottoposti a controlli medici. Due dipendenti, secondo quanto ha precisato la compagnia energetica francese EDF, hanno evidenziato tracce di contaminazione radioattiva. Nuove indagini sono in corso per accertare le cause di questo ennesimo incidente occorso alla centrale di Tricastin, dove già all’inizio del mese si è verificata una perdita di uranio nelle falde acquifere dell’area. Altri due incidenti, avvenuti nei giorni scorsi nelle centrali nucleari francesi, hanno coinvolto gli impianti di Romans sur Isere e Saint Alban, dove 15 operai sono rimasti contaminati. La differenza tra questo ed i precedenti incidenti è alquanto singolare.
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Lo stillicidio nucleare francese

25 luglio 2008

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Sembra uno stillicidio di guasti, incidenti, errori. Ma quando uno stillicidio diventa continuo, significa che c’è qualcosa che non va nell’organizzazione dell’intero sistema. Ed il sistema in questione è quello della produzione energetica francese attraverso i reattori nucleari. Dopo la perdita di Uranio a Tricasin dell’8 luglio scorso, dieci giorni dopo è toccato all’impianto di fabbricazione di combustibili nucleari Fcbc a Romans sur Isere subire un incidente: la rottura di una canalizzazione sotterranea ha fatto fuoriuscire dei liquidi di scarto che contengono uranio. L’annuncio è stato dato dall’Agenzia di sicurezza nucleare (Asn), che ha naturalmente sottolineato, come succede sempre in questi casi, che non c’è “alcun impatto per l’ambiente”. Strano, poiché gli stessi tecnici dell’Asn, dopo un sopralluogo, hanno riferito che “la rottura della canalizzazione sotterranea risalirebbe, secondo il gestore, a molti anni fa”, mentre sono state prese “delle misure correttive destinate a proteggere la zona contro le eventuali intemperie”.
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Francia Nucleare: fuga di uranio nei pressi di Avignone

13 luglio 2008

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Dopo la Spagna, il nucleare fa ancora gravi danni. Stavolta in Francia, ad appena 40 Km da Avignone. La sera di martedì 8 luglio, l’agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha comunicato che trenta metri cubi di una soluzione contenente 12 grammi d’uranio per litro si sono riversati in due fiumi, il La Gaffière e L’Auzon, dal sito nucleare di Tricastin a Bollene, nel dipartimento di Vaucluse. La fuoriuscita si è verificata durante le operazioni di pulitura di una cisterna della centrale: i trentamila litri di liquido fortemente contaminato da uranio, sono finiti al suolo e si sono riversati in un canale adiacente, che li ha poi riversati nei fiumi. In totale, con quei 30.000 litri, sono finiti nell’ambiente ben 360 chilogrammi di uranio. Troppi. Nonostante questo, secondo l’agenzia i rischi per la popolazione sono “minimi”. Con la differenza che rispetto agli incidenti precedenti, qui è entrata in gioco una quantità di materiale radioattivo che non può affatto avere rischi minimi.
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