Pakistan e India: escalation degli armamenti

14 dicembre 2007

Pubblicato su Altrenotizie

Il governo pakistano, al centro dell’attenzione internazionale per le tensioni interne dei giorni scorsi, ha portato a termine con successo il lancio sperimentale di un nuovo tipo di missile da crociera in grado di trasportare anche testate nucleari. L’avvenuto test è stato reso noto da fonti del ministero della Difesa di Islamabad, secondo cui il lancio ha riguardato un prototipo di Babur-Hatf 7, un missile a medio raggio in grado di colpire obiettivi situati fino a 700 chilometri di distanza dal punto di partenza. Altre versioni meno evolute dello stesso missile, realizzato per la prima volta nel 2005, erano state sottoposte a test analoghi già negli scorsi mesi, in particolare in marzo e in luglio. In origine il nuovo missile aveva una portata di soli 500 chilometri. Non e’ stato specificato se l’esperimento è stato notificato in anticipo all’India, tradizionale avversaria regionale, come stabilito in un accordo risalente al febbraio 2007. Secondo un portavoce militare pakistano, per l’esercito il test consoliderà la capacità strategica del Pakistan e rafforzerà la sicurezza nazionale. Il Pakistan e l’India, entrambi dotati di armi atomiche, testano abitualmente missili nonostante un processo di pace lanciato nel 2004, e hanno acconsentito di informarsi di tali test in anticipo. Il presidente Pervez Musharraf si è congratulato con scienziati ed ingegneri per il test e li ha “rassicurati del completo supporto nei progetti di sviluppo di tutti i progetti strategici”.
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La balenottera orfana ammalata di mare sporco

10 ottobre 2007

Pubblicato su Carta.org

Era una balenottera comune. E’ stata avvistata a poche decine di metri dalla costa tirrenica calabrese, all’altezza di Vibo Valentia. Molte persone si sono affacciate, al porto, ad ammirare la novità, anche se, secondo la testimonianza di alcuni pescatori, il grosso cetaceo era già da alcuni giorni nelle acque del golfo. Il lungo e scuro dorso del cetaceo è emerso in località Prangi, la sua lunghezza pareva intorno ai dodici metri. Appena avvisata, la Capitaneria di porto di Vibo ha disposto l’invio di una motovedetta per tenere sotto controllo la situazione. Il timore era che qualche imbarcazione potesse intralciare pericolosamente il nuoto della balenottera o che lei potesse entrare nella piccola baia della Seggiola e rimanervi intrappolata, come avvenne nel settembre del 1986, quando un giovane esemplare di circa nove metri vi trovò la morte nonostante i tentativi di riportarlo al largo. Per fortuna la balenottera, la cui lunghezza totale può raggiungere i 22 metri, e questa era evidentemente giovane, si è tranquillamente spostata verso nord, nelle acque davanti all’istituto nautico della cittadina calabrese. Continue reading La balenottera orfana ammalata di mare sporco

Chi uccide l’orso marsicano?

10 ottobre 2007.

Pubblicato su Altrenotizie

Chi ha interesse ad uccidere gli orsi del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise? Cosa si cela dietro l’azione criminosa commessa da mani ignote? Interrogativi ai quali non si sa rispondere. O non si vuole. O magari si cerca di dare le risposte più evasive e fuorvianti possibili. Due cuccioli di orso marsicano trovati morti. Un primo esame dei corpi fatto dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato porta ad un’ipotesi agghiacciante: uccisi a bastonate. Il direttore del Parco Nazionale, che è lì per fare in modo che quotidianamente venga applicato lo slogan dell’Ente – “Qui la natura è protetta” – si affretta invece a dichiarare che le morti siano avvenute per cause naturali. La dichiarazione stride con la perizia autoptica sui corpicini martoriati. Ecco allora la correzione. I due cuccioli di orso sono stati uccisi da un orso maschio adulto. In modo da rendere la sua compagna disponibile per un ulteriore accoppiamento. Zoologicamente ed etologicamente falso. Continue reading Chi uccide l’orso marsicano?

Taranto che muore

10 giugno 2007

Pubblicato su Altrenotizie

I dati numerici parlano chiaro: in tutta l’Europa, vengono emessi in atmosfera 800 grammi di diossina all’anno. Di questi, 71 provengono dall’impianto ILVA di Taranto: l’8,8 per cento del totale europeo e il 30,6 per cento di quello italiano. Dati noti dal 30 marzo scorso, ma da allora ad oggi non è cambiato nulla. Anzi. Taranto muore, e muore soffrendo. Muore per la diossina proveniente da uno stabilimento che, secondo le normative europee, non potrebbe emettere quel che emette quotidianamente dai suoi camini. Invece in Italia può farlo, e con tanto di autorizzazioni speciali in deroga alle norme vigenti: emette diossine centomila volte più di un inceneritore, autorizzata a farlo. Come è possibile che esista un simile impianto? Esiste grazie ad un ricatto molto preciso: quello del lavoro. In passato si è scelto di esporre la popolazione ad un enorme rischio sanitario, destinato a peggiorare progressivamente ed inesorabilmente negli anni, in cambio di 4.000 posti di lavoro e di uno sviluppo industriale che viene reputato l’unica strada percorribile.
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Milano-Brescia: l’ora della fusione

5 giugno 2007.

Pubblicato su Altrenotizie
E’ l’ora delle fusioni tra municipalizzate, con la creazione di autentici colossi nel settore delle multiutility, realizzati con capitali misti, in parte pubblici ed in parte privati. E’ il turno della Lombardia, dove i consigli di amministrazione di Aem Milano e di Asm Brescia si sono riuniti per deliberare la fusione fra le due aziende energetiche controllate dai due comuni. Per rendere operativa la fusione, occorrerà un ultimo passo: l’incontro dei due sindaci, dopo che i rispettivi consigli comunali abbiano approvato l’operazione, passaggio che viene dato per scontato. Quindi ci si attende che presto Letizia Moratti e Paolo Corsini si incontreranno, per dare il via libera definitivo all’operazione. Presso la borsa di Milano, i titoli delle due aziende sono stati sospesi in attesa di una nota ufficiale. Alcuni punti fino a venerdì scorso non erano del tutto chiariti, primo tra tutti quello della gestione della nuova azienda che sta nascendo. Secondo quanto trapela dalla riunione congiunta dei due CDA, sembra che in ogni caso ci sarà un impianto duale, probabilmente con Renzo Capra, presidente di Asm, a capo del Comitato di sorveglianza, mentre Giuliano Zuccoli, numero uno di Aem, dovrebbe presiedere il Consiglio di gestione.
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