Belgio: Iodio radioattivo disperso sul terreno

2 settembre 2008

pubblicato su Altrenotizie

Allarme in Belgio per una fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L’incidente risale al 24 agosto, ma solo in questi giorni le autorità competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Insieme agli avvisi ai cittadini che vivono nell’area, l’Agenzia belga per il controllo nucleare ha informato la Commissione europea delle misure prese, così come previsto a livello UE dal sistema di allerta rapida Ecurie. La fuga radioattiva, avvenuta nel laboratorio dell’Istituto di radio-elementi (Ire) di cui è presidente l’ex commissario europeo Philippe Busquin, era stata segnalata nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto. In un primo momento, il 26 agosto scorso, l’incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli. Solo ieri sera l’Agenzia belga per il controllo nucleare ha optato però per misure di protezione più stringenti, dopo aver analizzato alcuni campioni di erba. A questo punto è partita la comunicazione anche all’esecutivo Ue e di conseguenza a tutti gli altri Stati membri.

Nei giorni seguenti è stata infine avvertita la popolazione che vive nella zona, il che rappresenta quasi una novità! Infatti, mentre in tutti gli incidenti di questi ultimi mesi, che hanno attraversato l’Europa dalla Slovenia alla Francia, passando per la Germania e la Finlandia, fino in Spagna, si è sempre cercato di minimizzare l’accaduto, o addirittura di negare, questa volta – anche se in ritardo – l’amministrazione belga ha optato per una corretta informazione ai cittadini. Per le vie della cittadina di Fleurus, che conta circa 20 mila abitanti, su iniziativa del sindaco, auto della polizia con altoparlanti hanno diffuso appelli alla prudenza, raccomandando agli abitanti, che vivono entro un raggio di 5 chilometri dal luogo dove è avvenuta la fuga, di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l’acqua piovana o il latte delle loro fattorie fino ad un nuovo ordine.

Mentre gli ambientalisti hanno criticato l’intervento tardivo del governo, le autorità del Belgio si sono affrettate a spiegare che le misure sono state prese soprattutto a scopo precauzionale. Ad avviso di Greenpeace, le autorità avrebbero però sottostimato il rischio che l’iodio radioattivo può provocare nei bambini che “sono 22 volte superiori rispetto a quelli a cui sono sottoposti gli adulti
in caso di ingestione”. Critiche sono arrivate all’indirizzo delle autorità nazionali anche da altri sindaci dei comuni vicini a Flueurus che non sarebbero stati ufficialmente avvertiti, provocando così sorpresa e preoccupazione. L’istituto dove si è verificata la fuga radioattiva è il secondo produttore mondiale di radioisotopi usati anche nella terapia per il trattamento dei tumori.

Una nota della Commissione europea diffusa nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 ha rilanciato l’allarme nucleare belga in tutta l’Europa. “Alle 23.31 del 28 agosto”, spiega la nota, “la Commissione europea ha ricevuto una notifica di allerta Ecurie dal Belgio riguardo ad un incidente radiologico nell’Istituto nazionale di radio-elementi di Fleurus, che ha portato a una perdita di iodina 131”. Come hanno sottolineato i portavoce della Commissione durante il consueto briefing con la stampa, dopo la notifica la questione è ora passata in mano alle autorità locali belghe, che si stanno occupando, a livello nazionale, dell’allarme.

La perdita di iodina 131 non sembra però essere un incidente improvviso. L’Agenzia federale di controllo nucleare (Afcn) nazionale belga aveva infatti lanciato l’allarme già nei giorni scorsi: il 25 agosto l’agenzia veniva informata dalll’Ire di “aumenti delle emissioni di iodio” avvenuti durante il fine settimana precedente. A questo primo allarme, cui l’Afcn ha risposto mandando degli esperti a monitorare la situazione nell’Istituto e nel territorio circostante, ne ha fatto seguito un secondo. Il giorno successivo, 26 agosto, la stessa agenzia ha notificato in un comunicato stampa l’arresto della produzione dell’Ire, dopo aver constatato l’aumento della produzione di iodina, classificando l’incidente INES 3. “Al momento”, proseguiva il comunicato, “non è necessario prendere altre misure d’urgenza”.

L’allarme lanciato qualche notte dopo invece sembra delineare una maggiore urgenza. Il sindaco di Charleroi, capoluogo della provincia in cui si trova la cittadina di Fleurus, Jean-Jacques Viseur, ha dichiarato stamattina alla stampa locale di essere “scioccato per la mancanza di iniziativa” dell’Afcn, che non avrebbe notificato l’urgenza di un provvedimento da parte del governo locale. Citato dall’agenzia Belga, Viseur ha infatti dichiarato che “alcuni comuni della regione di Charleroi sarebbero coinvolti”, in particolare nelle raccomandazioni che questa mattina l’Afcn stessa ha rivolto alla popolazione di non consumare prodotti agricoli locali e di non nutrire le vacche con l’erba delle aree vicine a Fleurus.

Ovviamente è scatttata la preoccupazione a livello popolare. Le versioni online dei principali quotidiani belgi sono piene di commenti di cittadini sui forum, che chiedono cosa devono fare con gli alimenti comprati ai mercati locali, con il latte proveniente da allevamenti limitrofi, con i prodotti delle piantagioni personali, di cui hanno continuato a nutrirsi prima che l’allarme diventasse di dimensioni allarmanti. Alcuni nuovi prelievi dai terreni delle aree circostanti hanno infatti rivelato che la fuga di elementi radioattivi è ben più importante di quanto inizialmente rilevato dall’Agenzia federale. Non è ancora diffuso nell’aria, ma nel terreno sì; la diffusione però non è avvenuta toccando dei picchi rilevanti in aree di dimensioni minime, ma al contrario si è diffuso mantenendo un livello medio di radioattività abbastanza basso, ma in aree più estese del previsto. Il centro di crisi del ministero belga degli interni ha infatti parlato di “misure più elevate di iodio radioattivo” rispetto a quelle misurate giorni fa.

Le organizzazioni ecologiste locali, ed in particolare il partito Ecolo, denuncia l’intervento tardivo delle autorità nazionali e dello stesso Istituto Ire presso cui è avvenuta la perdita. In particolare l’organizzazione, che ha sede a Namur, nello stato federale vallone e francofono del Paese, ha preparato un’interrogazione parlamentare per indagare sulle cause dell’incidente e sulla mancanza di informazione ed intervento quando la prima volta sono state registrate le perdite. Il sito di Fleurus è stato oggetto già diverse volte nel passato. L’incidente, ricorda ancora Ecolo, è ben più grave di quello della centrale francese di Socatri du Tricastin, di cui si è parlato molto di più il mese scorso, ed il cui livello di allarme era stato classificato come 1 nella scala INES.

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