Italia-Russia: verso la fusione?

5 aprile 2008

Pubblicato su Altrenotizie

L’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti ha incontrato a Mosca, nella sede di Gazprom, il presidente del gruppo russo Alexey Miller. Poi, ha incontrato anche il presidente uscente Vladimir Putin. Nell’incontro, si legge in una nota di Enel, “i due manager hanno affrontato il tema della cooperazione nei settori del gas ed del petrolio con particolare riguardo all’ulteriore sviluppo di progetti comuni nel campo dell’elettricità e del gas, in Italia, in Russia e in Paesi terzi”. Immediatamente dopo Enel, nella stessa giornata, anche Eni ha fatto sapere in una nota di aver partecipato a Mosca presso la sede centrale di Gazprom ad un incontro di lavoro con Miller, per Eni era presente l’amministratore delegato, Paolo Scaroni. Nel corso dell’incontro, spiega la nota, le due società hanno discusso l’implementazione dell’accordo di alleanza strategica raggiunto nel novembre del 2006 e l’ulteriore sviluppo della collaborazione nel settore del petrolio e del gas. In particolare, anche in questo caso le due società hanno discusso della realizzazione di progetti congiunti nell’upstream di Paesi terzi.


I “Paesi terzi” in questione sono Libia ed Egitto. Saranno infatti sviluppati in Libia i progetti congiunti di Eni e Gazprom nell’upstream. La realizzazione di questi progetti sarà anche uno dei temi dell’incontro in Libia tra il leader Muammar Gheddafi e il presidente russo Vladimir Putin, che avverrà nelle prossime settimane.

Energia e business continuano a caratterizzare i rapporti economici tra l’Italia e la Russia. Indipendentemente dalle vicende politiche interne ai due Paesi. Al termine degli incontri, Vladimir Putin si è mostrato sorridente, facendo gli onori di casa nella sua residenza di Novo Ogarevo, fuori Mosca. “Noi stiamo lavorando bene e in futuro andrà ancora meglio: ne sono convinto”, ha affermato il capo di presidente uscente. Poi, a telecamere spente, non ha nascosto la sua curiosità per l’andamento delle elezioni politiche italiane, chiedendo chi vincerà il voto del 13 e 14 aprile.

All’incontro erano presenti, oltre ai vertici di Enel ed Eni, anche Giovanni Bazoli per Banca Intesa, Pier Francesco Guarguaglini e Leonardo Pavoni, rispettivamente presidente, e amministratore delegato ad interim, e vicepresidente di Finmeccanica.

Fulvio Conti all’uscita dei colloqui ha annunciato alla stampa investimenti complessivi del gruppo italiano in Russia pari a 9 miliardi di dollari. Per il leader del Cremlino “l’Italia è uno dei partner più affidabili e promettenti”. E l’intenzione anche in futuro è “portare avanti una politica di agevolazioni e ampliamento dell’attività degli investitori stranieri”.

Un messaggio chiaro per Roma, alla vigilia delle elezioni politiche nel nostro Paese, ma anche nel giorno in cui la Duma ha approvato una legge che stabilisce alcuni vincoli proprio agli investimenti esteri, creando qualche preoccupazione sul piano internazionale. Ma Mosca creerà condizioni sempre più favorevoli, garantisce Putin. E nei fatti per il business italiano i risultati continuano a moltiplicarsi.

Ma all’incontro con Putin erano presenti altri personaggi noti della scena italiana: Roberto Nicastro di Unicredit, Emma Marcegaglia per Confindustria, l’imprenditore Piero Ferrero e Rosario Alessandrello, per Fisia Italimpianti/Impregilo/Fibe, il gruppo protagonista dello disastro industriale dei rifiuti urbani in Campania. Per la parte russa ad affiancare Putin compariva Sergei Yastrzhembsky, consigliere di Putin per i rapporti con l’Ue, e l’ambasciatore russo in Italia Aleksei Meshkov.

Da segnalare inoltre la presenza di Marco Milani, amministratore delegato di Indesit Company. “Siamo una delle prime aziende italiane”, ha dichiarato Milani, “ad aver investito nel Paese. Oggi abbiamo una presenza consolidata in Russia dove siamo anche leader di mercato e vogliamo essere in futuro un partner sempre più importante”.

Sul fronte finanziario, è stato varato il progetto di una banca d’affari a partecipazione mista italo-russa, nella quale entreranno Intesa Sanpaolo, GazpromBank e VnesheconomBank. Il progetto dovrebbe concretizzarsi nell’anno in corso, con l’apertura della sede centrale in Italia.

Quindi, sono in corso accordi di cooperazione in tre settori capisaldo dell’economia: quello bancario, quello industriale e quello energetico. Mosca e Roma stanno diventando sempre più vicine? Potrebbe darsi, fatto sta che vengono forniti dati solo circa i progetti e le azioni dei gruppi italiani in Russia. Viceversa, le bocche restano cucite su due punti cruciali: su cosa viene offerto in cambio alla Russia, e sul come si migliora l’accesso al mercato italiano dei colossi industriali russi. Accesso che, soprattutto nel settore energetico e del gas, rischia di trasformarsi sempre di più in dipendenza da Mosca.

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