Pakistan e India: escalation degli armamenti

14 dicembre 2007

Pubblicato su Altrenotizie

Il governo pakistano, al centro dell’attenzione internazionale per le tensioni interne dei giorni scorsi, ha portato a termine con successo il lancio sperimentale di un nuovo tipo di missile da crociera in grado di trasportare anche testate nucleari. L’avvenuto test è stato reso noto da fonti del ministero della Difesa di Islamabad, secondo cui il lancio ha riguardato un prototipo di Babur-Hatf 7, un missile a medio raggio in grado di colpire obiettivi situati fino a 700 chilometri di distanza dal punto di partenza. Altre versioni meno evolute dello stesso missile, realizzato per la prima volta nel 2005, erano state sottoposte a test analoghi già negli scorsi mesi, in particolare in marzo e in luglio. In origine il nuovo missile aveva una portata di soli 500 chilometri. Non e’ stato specificato se l’esperimento è stato notificato in anticipo all’India, tradizionale avversaria regionale, come stabilito in un accordo risalente al febbraio 2007. Secondo un portavoce militare pakistano, per l’esercito il test consoliderà la capacità strategica del Pakistan e rafforzerà la sicurezza nazionale. Il Pakistan e l’India, entrambi dotati di armi atomiche, testano abitualmente missili nonostante un processo di pace lanciato nel 2004, e hanno acconsentito di informarsi di tali test in anticipo. Il presidente Pervez Musharraf si è congratulato con scienziati ed ingegneri per il test e li ha “rassicurati del completo supporto nei progetti di sviluppo di tutti i progetti strategici”.

Questo test missilistico avviene, forse non a caso, dopo che il 3 novembre scorso lo stesso Musharraf ha sospeso la Costituzione e dichiarato la legge marziale. Sono stati addotti motivi di sicurezza nazionale in seguito agli attentati-strage del mese precedente contro la leader del Ppp Benazir Bhutto. Nelle settimane successive sono stati arrestati migliaia di attivisti politici, avvocati, sindacalisti, attivisti del Ppp, la stessa Bhutto è agli arresti domiciliari. La protesta politica interna al Pakistan si diffonde, decine di università diventano punti nevralgici della rivolta; ogni manifestazione viene dispersa violentemente dalla polizia, ma puntualmente la repressione dà luogo ad altre manifestazioni. La conseguenza, nelle scorse settimane, è stata la liberazione di Benazir Bhutto e le dimissioni di Musharraf da comandante dell’esercito. Per ora lo Stato di emergenza non viene tolto. Le elezioni legislative sono confermate per l’otto gennaio prossimo.

In questo quadro politico tesissimo, l’annuncio dell’avvenuto test missilistico è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Fulmine che, con molta probabilità, è una mossa strategica pakistana in netta risposta all’India, che non ha mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare, e che continua a sviluppare di pari passo nucleare civile e nucleare militare, sotto un continuo sguardo particolarmente interessato di americani, russi, europei e australiani. E’ del 6 dicembre scorso l’annuncio, da parte dell’ammiraglio indiano Sureesh Mehta, che il primo sottomarino nucleare interamente realizzato in India sarà pronto entro il 2009: “L’imbarcazione a tecnologia avanzata sarà pronto entro due anni. Gli scienziati hanno confermato che il progetto sarà sottoposto a test entro il 2009”, è stata la dichiarazione rilasciata all’agenzia Press Trust of India, svelando per la prima volta pubblicamente il progetto.

La costruzione del sottomarino nucleare indiano ha forzatamente segnato una nuova escalation nel confronto con il Pakistan, ma contemporaneamente ha lanciato l’India come nuova potenza militare marittima sul teatro dell’Oceano Indiano. Naturalmente viene dichiarato che tutto è a scopo difensivo, compreso l’acquisto di un sottomarino nucleare già ben testato, del tipo Akula-class, dalla Russia, diventata ormai un vero e proprio emporio di armi e tecnologie nucleari.

Intanto l’India, tanto per tenere alta la tensione con il vicino pakistano, altamente instabile politicamente, ha a sua volta testato, nei giorni scorsi, un missile-antimissile di produzione nazionale che ha scatenato anche un bel po’ di entusiasmo interno.

In risposta, è arrivato puntuale un test missilistico pakistano. E l’escalation continua. La situazione è arrivata ad un punto abbastanza caldo, con il confine, soprattutto nella zona del Kashmir, oramai piena di armi. Come pieni di armi sono diventati i mari a sud dell’Asia, mari che stanno diventando le nuove rotte del petrolio. Rotte che tutti vogliono in qualche modo controllare. Intanto, il resto del mondo preferisce mostrarsi preoccupato per le attività in campo nucleare di Iran e Corea del Nord, con AIEA e governi che discutono, spesso animatamente, su come e quando gli Ayatollah avranno la bomba atomica, e volutamente lasciano fare a India e Pakistan.

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