Portovesme, fluoro nell’aria
27 settembre 2009
Pubblicato su Altrenotizie
Dai primi di settembre, per la precisione attorno al 9, lo stabilimento di produzione di alluminio primario della multinazionale Alcoa, situato in Sardegna tra Portovesme, Portoscuso e Parinigianu, ha avuto una serie di incidenti a catena che hanno provocato una grave fuoriuscita di fluoro. La perdita di gas, tossico, ha generato una nube che ha reso l’aria irrespirabile. Le emissioni incontrollate, in cui al fluoro sono associate altre sostanze inquinanti non ancora identificate, spinte dai venti, si sono dirette verso l’abitato di Portoscuso.

Quella apparsa sui giornali italiani alla vigilia del ferragosto sembrava una notizia estiva e di poco conto: i turisti e i residenti sull’isola di Ischia sono rimasti al buio a causa di un lungo black-out nell’erogazione di energia elettrica. Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica, si è trattato della rottura di un cavo sottomarino, peraltro per cause abbastanza imprecisate. Secondo la versione ufficiale dei fatti, alcuni operai di una non precisata ditta avrebbero reciso involontariamente i cavi dell’alta tensione della centralina di Cuma causando l’immediato black-out sull’isola. Subito dopo l’incidente, l’Enel ha inviato sull’isola circa 60 gruppi elettrogeni per garantire il minimo livello di operatività della linea elettrica e un folto gruppo di tecnici destinati a sovraintendere le operazioni di ripristino della rete e di gestione dell’emergenza. Mentre si procedeva al ripristino, il 13 agosto c’è stata una nuova rottura di uno dei quattro cavi, nei pressi di Casamicciola Terme, secondo Terna causata da un’ancora.