Rifiuti tossici in Brianza
20 settembre 2008
pubblicato su Altrenotizie e Carta.org
Stavolta le discariche abusive non sono nella solita Campania. Anzi. Scoprire un traffico di rifiuti pericolosi nel milanese sembra smentire tutti quei politici padani che nei mesi scorsi si erano sempre affrettati a dire “queste cose, da noi, non succedono”. Invece succedono eccome, e con la stessa identica tecnica adottata 25 anni fa nel casertano, a mostrare una certa “arretratezza tecnica” rispetto agli specialisti della camorra. E’ successo a Desio, appena una decina di chilometri a nord di Milano, dove qualcuno si metteva a scavare grandi buche nel terreno, vere e proprie cave abusive, vendendo il terreno di riporto alle imprese edili. Una volta scavata una grande fossa, la si riempiva con tonnellate di rifiuti tossici. La tecnica non è buona: andava bene 20 anni fa ma non oggi, poiché sono stati messi a punto molti sistemi di controllo sia aerei che satellitari per il rilevamento dall’alto delle discariche abusive. Lo sanno bene i clan campani, che hanno smesso di usare la tecnica primitiva della cava abusiva, ma evidentemente non ne era consapevole il clan calabrese che ha operato nel milanese.

Il 7 settembre scorso, sul fiume Sambriero, nell’area del Delta del Niger, un gruppo di uomini armati ha dirottato una nave, la “Fulmar Lamnaco”. Secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito nigeriano, il colonnello Musa Sagir, durante il dirottamento sarebbe morto un marinaio e un altro sarebbe stato rapito. Sagir ha anche dichiarato che la nave è di proprietà dell’Agip, del gruppo Eni, ma la multinazionale italiana ha smentito rapidamente: “La nave in questione non è di nostra proprietà ma di un’azienda contrattista australiana; al momento non ci sono nemmeno contratti in corso di esecuzione con l’Agip”, ha dichiarato la multinazionale italiana che opera in Nigeria. Lo stato nigeriano è il primo produttore di petrolio del continente africano, ma anche il settimo esportatore mondiale. La regione è una delle aree del mondo più ricche di idrocarburi, con riserve provate di petrolio pari a 36 miliardi di barili ed è il quinto fornitore di greggio degli Stati Uniti. Di conseguenza, è di vitale importanza per l’Eni, che ha stabilito nel Delta del Niger numerosi impianti di estrazione.