La bufera sul commissariato: Operazione Rompiballe
29 maggio 2008
Pubblicato su Altrenotizie
Non è la prima volta che in Campania la magistratura colpisce i vertici di un commissariato straordinario che opera puntualmente in modo illegale. Era già capitato durante il commissariato di Bertolaso, che aveva visto l’arresto del suo vice, Claudio Di Biasio, per favoreggiamento alla criminalità organizzata. Anche il vice di De Gennaro, di recente, ha avuto un avviso di garanzia. Stavolta, i reati contestati ai 25 indagati sono associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito, truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologia commessa da pubblici ufficiali. Nei guai finisce anche un funzionario della provincia di Caserta. L’hanno chiamata “operazione rompiballe” perché al telefono, il responsabile di un impianto della provincia di Caserta parlava così della discarica aperta di Lo Uttaro: “Rompiamo le balle, quelle più malprese, e le utilizziamo come scarti”. Tra i nomi degli arrestati, spicca quello di Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario della Protezione civile, in passato il vice di Bertolaso all’epoca in cui era stato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti.

Dopo le centrali elettriche e tutti i siti di interesse energetico, la mossa a sorpresa di Berlusconi colpisce anche le discariche in Campania: siti segreti. Il popolo, i cittadini, non devono sapere, anche se la maggioranza è formata da suoi elettori. I “liberi cittadini” di un Paese democratico potranno sapere solo a giochi fatti, cioè alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto governativo. Con buona pace per quella che negli altri Paesi si chiama “Democrazia partecipata”. Si allarga ulteriormente, dunque, quella frattura nella democrazia in Campania, di cui abbiamo parlato altre volte su Altrenotizie. Tra le scelte del nuovo governo, preoccupa particolarmente l’accelerata sugli inceneritori, ancora inutilmente chiamati termovalorizzatori, ma anche l’uso dell’esercito a difesa delle discariche ed una già preventivata azione di ostacolo alle iniziative della magistratura.
Il 7 maggio scorso, l’India ha testato con successo un missile terra-terra a capacità nucleare. E’ l’Agni III, che può colpire obiettivi fino a 3.500km. Il missile è stato lanciato da una piattaforma mobile al largo dell’isola di Wheller, non lontana dalle coste dell’Orissa, nell’India orientale. L’Agni è un missile con un computer a bordo per la guida remota. Il missile, che può trasportare una testata nucleare di una tonnellata e mezza, è equipaggiato con attrezzature radar, dispositivi telemetrici e sistemi di collegamento con le navi militari a cui può inviare informazioni e dalle quali può essere guidato a distanza. E’ l’ultima generazione dei missili Agni, testati negli anni scorsi e con capacità minori. Secondo fonti governative indiane, il lancio è stato un successo e apre diverse e migliori prospettive per il futuro della missilistica indiana e della corsa all’armamento.