Annullata la pena di morte per Mumia Abu-Jamal
28 marzo 2008
Pubblicato su Altrenotizie
La notizia, per chi ha memoria, è di quelle che potrebbero lasciare il segno: la corte d’appello federale degli Stati Uniti, a quanto ci risulta per la prima volta, fornisce un segno di speranza per Mumia Abu-Jamal, annullando la condanna a morte del giornalista radiofonico afroamericano il cui caso è da oltre venti anni una bandiera per il movimento internazionale contro la pena capitale. Sia chiaro: Abu-Jamal non ha affatto ottenuto una grazia. I tre giudici della Corte d’appello del Terzo circuito hanno ritenuto valido il suo verdetto di colpevolezza per l’uccisione di un poliziotto. Questo significa che lo stato della Pennsylvania, che ha la competenza territoriale del suo caso, può decidere di commutare la pena in ergastolo, oppure riaprire un procedimento entro 180 giorni per stabilire se Abu Jamal dovrà essere condannato a morte o al carcere a vita. In pratica, si apre la possibilità di celebrare un nuovo processo che potrebbe concludersi con una diversa sentenza.

“Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato d’emergenza, in particolare, per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell’impianto di termodistruzione sito nel comune di Acerra, è autorizzato il trattamento e lo smaltimento di rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione.” E’ il testo dell’Articolo 4 dell’Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri numero 3657 del 20 febbraio scorso, ed appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quei numeri che possono apparire strani, chiamati codici CER (Catalogo Europeo Rifiuti), sono i codici che identificano le orami famose ecoballe di rifiuti campani, la frazione organica stabilizzata ed il compost prodotti da FIBE. Già, proprio quelle famose ecoballe che non possono essere bruciate in nessun impianto distruttore, e che hanno già dato vita ad un processo penale tuttora in corso presso il Tribunale di Napoli.