ECOBOSS: l’ecologia sotto controllo criminale
27 febbraio 2008
pubblicato su Altrenotizie e Carta.org
Ecoboss. Non potevano trovare un nome migliore, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, PM presso la procura di Napoli, per la recente operazione in tema di ecomafie. L’operazione, avvenuta con il supporto dei carabinieri del Noe e del Reparto territoriale di Aversa, ha portato oggi all’arresto di un presunto boss del clan dei Casalesi, Giorgio Marano, di 48 anni, nonché al sequestro di tre aziende attive nel settore rifiuti e di alcuni terreni a destinazione agricola dove per anni è stato sversato illegalmente materiale proveniente soprattutto dal nord Italia. Sono state raccolte le prove di una camorra che non si limita più a infiltrarsi nel settore dello smaltimento ma si trasforma in protagonista dell’attività illecita gestendo in prima persona aziende e discariche abusive. Con buona pace per chi da anni insiste sul fatto che la camorra si sia defilata dal settore dei rifiuti e che “faccia altro”, o che si limiti ad attività estorsive, ma anche con buona pace per tutti quei settori, dalla stampa alla politica, agli stessi comitati di cittadini, che insistono sul fatto che gli sversamenti illeciti in Campania siano un qualcosa che appartiene al passato.

E’ una di quelle storie mai venute alla luce, di quelle che però sembrano “segreti di pulcinella”: verità che tutti sanno, ma da non ammettere mai ufficialmente. Sembra che al centro della Sicilia, è per la precisione nei pressi di Enna, in località Pasquasia, ci sarebbero rifiuti nucleari. Lo sostiene il periodico L’Ora Siciliana, che in un’inchiesta condotta dal suo direttore, Angelo Severino, cita anche dell’esistenza di documenti che lo dimostrerebbero. Le scorie sarebbero custodite all’interno di una vecchia miniera di solfati, situata in una zona di tipo argilloso. E’ proprio la tipologia del sottosuolo di Pasquasia ad essere appetibile per una discarica nucleare: si tratta delle formazioni più idonee per la sistemazione definitiva di scorie nucleari, comprese quelle ad altissima intensità di radiazione. Secondo l’inchiesta, fin dal 1995 vi sarebbero depositate scorie di medio livello, ma si ipotizza addirittura un inaspettato incidente nucleare verificatosi probabilmente intorno al 1995 durante una fase sperimentale di laboratorio per verificare la reale consistenza del sottosuolo della miniera su eventuali dispersioni di radiazioni. Lo testimonierebbe la presenza di Cesio 137 nelle vicinanze di Pasquasia, riscontrata dall’Usl nel 1997 in concentrazione ben superiore alla norma. Ricordiamo che il Cesio 137 è un radionuclide che viene liberato normalmente in caso di fughe all’interno di centrali nucleari.
Il Consiglio di Amministrazione di Yahoo!, il secondo motore di ricerca del mondo presieduto dal fondatore Jerry Yang, ha respinto l’offerta presentata da Microsoft, ritenendo troppo pochi i 44,6 miliardi di dollari offerti. Il CdA di Yahoo! ha spiegato in un comunicato di aver esaminato attentamente l’offerta ostile di Microsoft con i propri consulenti e di avere “deciso all’unanimità che la proposta non è nell’interesse di Yahoo! e degli azionisti” perché “sottovaluta in modo sostanziale Yahoo e il suo brand, compresa l’ampia platea di utenti nel mondo e gli importanti investimenti effettuati in pubblicità”. Il CdA di Yahoo! ha inoltre precisato che “continua a valutare altre alleanze strategiche”. Ora la contromossa spetta a Microsoft. Nei prossimi giorni, il gigante del software dovrà rapidamente decidere se alzare l’offerta o cercare altre scorciatoie, come ad esempio rivolgersi ai principali azionisti invece che al CdA per tentare una cordata. Nel frattempo anche il management di Yahoo! dovrà agire in fretta cercando una strategia di crescita che convinca gli azionisti a non accettare l’allettante proposta di Microsoft.