La responsabilità dei rifiuti elettronici
24 novembre 2007
Pubblicato su Altrenotizie
Il 20 novembre è entrato in vigore il sistema di gestione dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (il cosiddetto RAEE), come previsto dal decreto legislativo 151/05. L’obiettivo principale è ridurre la quantità di materiale di scarto derivante da queste tipologie di prodotti e promuoverne il recupero. In concreto ciò significa, o per lo meno dovrebbe significare, che verrà istituito un sistema di raccolta separata per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, che verranno trattate per ottenerne il riciclo. Il provvedimento riguarda una serie di prodotti: grandi e piccoli elettrodomestici, computer, stampanti, apparecchi per la telefonia, radio, tv, apparecchi hi-fi, giochi elettronici e così via. Il nodo cruciale della questione, e del futuro di questo tipo di rifiuti, è che questa attività di raccolta e recupero toccherà ai produttori, che si appoggeranno a specifici consorzi per la realizzazione concreta del processo di smaltimento e recupero dei rifiuti. E qui il primo problema: parte del finanziamento di tutto il sistema RAEE finirà per cadere sulle spalle dei consumatori, poiché alcuni consorzi hanno già previsto l’istituzione di appositi eco-contributi da versare al momento dell’acquisto in aggiunta al normale prezzo di listino. Pertanto, ancora una volta non sarà il mondo della produzione a farsi carico dei propri costi ambientali, scaricandoli sulla collettività.

Le parole usate dal sostituto procuratore della DDA di Napoli, Alessandro Milita, sono di quelle che suonano come un vero allarme: “Un patto scellerato fra camorra e politica, garanti a vicenda per la loro stessa sopravvivenza, che si autoalimentava con il sostegno di operazioni legate al settore dei rifiuti”. Si riferiscono all’operazione svoltasi sul litorale casertano, conclusasi con 6 arresti ed un totale di 19 indagati, tra i quali figura un nome eccellente: l’ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, parlamentare di An e coordinatore dello stesso partito in Campania, attuale presidente della commissione vigilanza della Rai. Assieme a lui è stato chiesto l’arresto, rigettato dal gip, del sindaco di Mondragone Ugo Alfredo Conte, che rimane però indagato. Non meno gravi sono le contestazioni giudiziarie rivolte al sindaco ed all’ex ministro: concorso esterno in associazione camorristica, estorsione e corruzione di pubblico ufficiale, aggravate dalla finalità camorristica, truffa ai danni dello Stato. Secondo la DDA di Napoli, Landolfi, in accordo con il sindaco Conte, con il presidente del consorzio intercomunale CE4 Giuseppe Valente, e con i fratelli Sergio e Michele Orsi, amministratori della ECO4, azienda per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, avrebbero “convinto” un consigliere comunale, Massimo Romano, a dimettersi dalla carica, in cambio di un meglio remunerato posto di lavoro nella ECO4 per la moglie e per il fratello poliziotto.