Po Valley Brown Cloud

Postato il October 31st, 2007 in ambiente da alex

25 ottobre 2007.

Pubblicato su Altrenotizie

Si credeva che quello della nuvola marrone fosse un fenomeno asiatico, abituati da anni a scrutare via satellite quella grande nube che copre parte del nord dell’Oceano Indiano, l’India, il Pakistan, e parte del sud dell’Asia e della Cina. È una grande nube formata dalle particelle inquinanti disperse nell’aria, caratteristiche di emissioni industriali dovute ad un incompleto incenerimento e dalla combustione di biomasse. Ora ne è comparsa un’altra, e non nella lontana Asia, industrializzata in modo disordinato, ma sulla Pianura Padana. E’ una grande macchia bruna, quella che incombe sulla Valle del Po: si tratta di una grande nuvola marrone piena di sostanze inquinanti. L’hanno osservata gli strumenti degli scienziati del Cnr, che dall’osservatorio “Ottavio Vittori”, situato a 2.165 metri d’altezza sul Monte Cimone e hanno anche studiato la composizione di quella che è stata soprannominata la “Po Valley Brown Cloud”: la nuvola bruna della Valle del Po. Si tratta di molte sostanze pericolose come nitrati, solfati, ozono, anidride carbonica e black carbon. Quest’ultimo è “il residuo dei processi di combusione. Contiene particelle molto fini, della grandezza media di un micron, che sono pericolose per la salute da un lato, e per l’ambiente dall’altro”, spiega il ricercatore del Cnr Paolo Bonasoni.

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I raid sulla verità

Postato il October 23rd, 2007 in mondo da alex

22 ottobre 2007.

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Secondo il New York Times, il raid aereo israeliano in Siria dello scorso 6 settembre era diretto alla distruzione di un impianto di tipo nucleare in costruzione; il quotidiano d’oltreoceano ha pubblicato un ampio e dettagliato articolo sull’argomento, che in Italia non è stato ripreso. L’impianto distrutto, sempre secondo il quotidiano statunitense, richiedeva ancora diversi anni di lavoro per il suo completamento ed era probabilmente basato sul modello di una analoga struttura creata in Corea del Nord per creare combustibile nucleare. Secondo la ricostruzione fatta dal giornale, sarebbe stato lo stesso Israele ad informare, alcuni mesi fa, i servizi segreti americani dell’esistenza di un impianto in costruzione in Siria: gli Stati Uniti, tramite i satelliti spia, avrebbero trovato poi conferma di quanto stava accadendo, dando così il via a un dibattito interno nell’ Amministrazione Bush su un’eventuale risposta. L’intelligence israeliana ritiene che la Corea del Nord, che in passato ha fornito tecnologia missilistica alla Siria, negli ultimi mesi abbia iniziato a fornire anche materiale nucleare.

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La Turchia e la destabilizzazione dell’Iraq

Postato il October 19th, 2007 in mondo da alex

19 ottobre 2007

Pubblicato su Altrenotizie

I militari turchi hanno “carta bianca” per attuare, se e quando lo riterranno necessario, un intervento in Nord Iraq al “solo fine” di liquidare i campi di montagna da cui muovono i ribelli curdi del PKK per compiere attacchi armati in Turchia. Lo dice una mozione approvata dal Parlamento turco, con 507 voti a favore e appena 19 contrari. Un plebiscito. Gli unici voti contrari sono stati quelli dei deputati del movimento filocurdo del Dtp (Partito per una società democratica). L’approvazione della mozione è condizione necessaria per un’operazione militare oltre confine. La prima reazione, preoccupata, viene da Washington, dove il presidente Bush ha subito dichiarato che “le incursioni non sono la soluzione e non sono nell’interesse della Turchia”. Bush ne ha anche approfittato per rimproverare i deputati americani che la scorsa settimana hanno approvato in Commissione, con una maggioranza larghissima che ha visto concordi democratici e repubblicani, la risoluzione sul genocidio degli armeni, provocando le ire dei turchi. “Il Congresso non dovrebbe occuparsi della storia dell’Impero Ottomano. Ha meglio da fare che contrapporsi ad un alleato democratico nel mondo musulmano, che fornisce sostegno vitale ogni giorno alle nostre forze armate”, ha detto il presidente americano.

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ITREC: arrivano gli avvisi di garanzia

Postato il October 15th, 2007 in Rifiuti_tossici, nucleare da alex

14 ottobre 2007

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Si riaccendono i riflettori, dopo oltre dieci anni, sull’inchiesta riguardante il nucleare in Basilicata. L’attuale titolare dell’inchiesta, il pm della DDA Francesco Basentini, ha fatto notificare dieci avvisi di garanzia. Rispettivamente a due esponenti della ‘ndrangheta e ad altre 8 persone che, tra gli anni ‘80 e ‘90, hanno avuto incarichi dirigenziali presso il centro Enea di Rotondella, in provincia di Matera, dove ha operato in passato l’impianto Itrec per il ciclo nucleare uranio-torio. L’inchiesta ipotizza una produzione clandestina ed un traffico di plutonio, presumibilmente con Paesi esteri, ma anche la mancata custodia di materiali radioattivi. L’indagine sul nucleare in Lucania fu aperta a metà degli ‘90 dall’allora procuratore di Matera, Nicola Maria Pace, che dal 1999 è procuratore capo a Trieste. La titolarità dell’inchiesta fu assunta dal procuratore di Potenza, Giuseppe Galante, che nei mesi scorsi si è lasciato decadere per le note vicende dell’inchiesta “Toghe lucane”. La vicenda presenta zone d’ombra mai chiarite, ad esempio, prima degli anni ‘80 si è spesso indagato sulla presunta presenza di tecnici iracheni al centro della Trisaia.

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La balenottera orfana ammalata di mare sporco

Postato il October 11th, 2007 in Uncategorized da alex

10 ottobre 2007

Pubblicato su Carta.org

Era una balenottera comune. E’ stata avvistata a poche decine di metri dalla costa tirrenica calabrese, all’altezza di Vibo Valentia. Molte persone si sono affacciate, al porto, ad ammirare la novità, anche se, secondo la testimonianza di alcuni pescatori, il grosso cetaceo era già da alcuni giorni nelle acque del golfo. Il lungo e scuro dorso del cetaceo è emerso in località Prangi, la sua lunghezza pareva intorno ai dodici metri. Appena avvisata, la Capitaneria di porto di Vibo ha disposto l’invio di una motovedetta per tenere sotto controllo la situazione. Il timore era che qualche imbarcazione potesse intralciare pericolosamente il nuoto della balenottera o che lei potesse entrare nella piccola baia della Seggiola e rimanervi intrappolata, come avvenne nel settembre del 1986, quando un giovane esemplare di circa nove metri vi trovò la morte nonostante i tentativi di riportarlo al largo. Per fortuna la balenottera, la cui lunghezza totale può raggiungere i 22 metri, e questa era evidentemente giovane, si è tranquillamente spostata verso nord, nelle acque davanti all’istituto nautico della cittadina calabrese.

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