Po Valley Brown Cloud
25 ottobre 2007.
Pubblicato su Altrenotizie
Si credeva che quello della nuvola marrone fosse un fenomeno asiatico, abituati da anni a scrutare via satellite quella grande nube che copre parte del nord dell’Oceano Indiano, l’India, il Pakistan, e parte del sud dell’Asia e della Cina. È una grande nube formata dalle particelle inquinanti disperse nell’aria, caratteristiche di emissioni industriali dovute ad un incompleto incenerimento e dalla combustione di biomasse. Ora ne è comparsa un’altra, e non nella lontana Asia, industrializzata in modo disordinato, ma sulla Pianura Padana. E’ una grande macchia bruna, quella che incombe sulla Valle del Po: si tratta di una grande nuvola marrone piena di sostanze inquinanti. L’hanno osservata gli strumenti degli scienziati del Cnr, che dall’osservatorio “Ottavio Vittori”, situato a 2.165 metri d’altezza sul Monte Cimone e hanno anche studiato la composizione di quella che è stata soprannominata la “Po Valley Brown Cloud”: la nuvola bruna della Valle del Po. Si tratta di molte sostanze pericolose come nitrati, solfati, ozono, anidride carbonica e black carbon. Quest’ultimo è “il residuo dei processi di combusione. Contiene particelle molto fini, della grandezza media di un micron, che sono pericolose per la salute da un lato, e per l’ambiente dall’altro”, spiega il ricercatore del Cnr Paolo Bonasoni.

I militari turchi hanno “carta bianca” per attuare, se e quando lo riterranno necessario, un intervento in Nord Iraq al “solo fine” di liquidare i campi di montagna da cui muovono i ribelli curdi del PKK per compiere attacchi armati in Turchia. Lo dice una mozione approvata dal Parlamento turco, con 507 voti a favore e appena 19 contrari. Un plebiscito. Gli unici voti contrari sono stati quelli dei deputati del movimento filocurdo del Dtp (Partito per una società democratica). L’approvazione della mozione è condizione necessaria per un’operazione militare oltre confine. La prima reazione, preoccupata, viene da Washington, dove il presidente Bush ha subito dichiarato che “le incursioni non sono la soluzione e non sono nell’interesse della Turchia”. Bush ne ha anche approfittato per rimproverare i deputati americani che la scorsa settimana hanno approvato in Commissione, con una maggioranza larghissima che ha visto concordi democratici e repubblicani, la risoluzione sul genocidio degli armeni, provocando le ire dei turchi. “Il Congresso non dovrebbe occuparsi della storia dell’Impero Ottomano. Ha meglio da fare che contrapporsi ad un alleato democratico nel mondo musulmano, che fornisce sostegno vitale ogni giorno alle nostre forze armate”, ha detto il presidente americano.