Petrolio in alto, bollette alle stelle
25 settembre 2007
Pubblicato su Altrenotizie
Dal primo ottobre, causa la corsa al rialzo del prezzo del petrolio, le famiglie italiane saranno probabilmente costrette a pagare 30 euro in più all’anno per le bollette di luce e gas. A dichiararlo è Nomisma Energia che, più precisamente, stima per l’elettricità un rincaro dell’1,6% e per il gas del 2,3%. In sostanza, se tali previsioni saranno confermate, un cliente medio dovrà sborsare rispettivamente 7 e 22 euro in più. Una nuova stangata, quindi, a meno di un anno di distanza dai rincari fatti segnare nell’ultimo trimestre 2006. “A pesare”, dichiara Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia, “è l’andamento del greggio degli ultimi mesi: il barile si è mantenuto sempre sopra quota 70 dollari registrando fiammate che nell’ultima settimana hanno visto il barile spingersi fino a quasi 82 dollari.” A questo si aggiunga che si è provvidenzialmente riaccesa anche la polemica tra Minsk e Mosca per quanto riguarda le forniture di gas da parte di Gazprom alla Bielorussia, ma probabilmente alla base dei rincari c’è anche la debolezza strutturale del nostro Paese, che dipende dall’estero per l’85% del suo approvvigionamento e che produce oltre la metà della propria elettricità con il gas, e non bisogna mai dimenticare che le quotazioni del metano sono fatalmente agganciate a quelle del petrolio.

In Italia a volte c’è da meravigliarsi non solo per le cose che succedono, ma anche per le reazioni che le cose suscitano. Così, può apparire strano che l’ultima mossa di marketing di Luca Cordero di Montezemolo abbia ottenuto tanti consensi sia dal mondo politico che dalla società civile. Al “fuori da Confindustria gli imprenditori che pagano il pizzo” il plauso è stato quasi unanime: dopo decenni nei quali politica e imprenditoria si sono battuti per convincere il mondo che la mafia non esiste, finalmente Confindustria prende una posizione netta. Ma è davvero una posizione così netta? Leggendo tra le righe, non sembra. A ricordarlo è praticamente l’unica voce di dissenso che si leva dall’interno del mondo imprenditoriale, quella di Filippo Callipo, presidente della Confindustria calabrese fino all’anno scorso, quando decise di lasciare l’incarico perché si era ritrovato da solo a denunciare il racket in Calabria. “Se continuo a denunciare quello che gli altri non vogliono mai denunciare - dichiarò al momento dell’addio - finirà che mi prenderanno per pazzo”. Partiamo da un assunto molto semplice: un imprenditore taglieggiato, che fino ad oggi non si è mai opposto all’estorsione, magari per paura, ammetterà mai di pagare il pizzo? E chi di costoro deciderà che, pur di rimanere in Confindustria, è il caso di non pagare più e di guadagnarsi magari una bomba per sé ed una per la propria azienda?
Stavolta alzare i toni dell’allarmismo è toccato a Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel: “Rischiamo ancora di rimanere al freddo e al buio. Siamo ancora più fragili di due anni fa, quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas.” Di regola, alle persone non dovrebbe piacere il farsi prendere in giro, ma a quanto pare l’Italia intera gradisce spesso lasciarsi prendere in giro. In caso contrario, le falsità contenute nelle dichiarazioni che Conti ha rilasciato durante un seminario a Frascati sarebbero state evidenziate tutte, sia dal mondo politico sia dalla stampa. Invece, a rispondere immediatamente a Conti è stato solo il ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ma non sulla questione di fondo, sul rischio di restare al buio. Alla dichiarazione di Conti - “sono aumentati i consumi ma sono stati ridotti gli stoccaggi, anche a causa di una errata interpretazione del ministero dell’Ambiente” - il Ministro ha risposto: “Se il dottor Conti si riferisce al sito di stoccaggio di gas naturale di Settala, in provincia di Milano, è bene chiarire quanto segue: nessuna errata interpretazione né tanto meno alcun atto che abbia ridotto la capacità di stoccaggio di gas nel nostro paese è stato assunto dal Ministero dell’Ambiente”. Ma non è affatto a questo, che Conti si riferisce.