Le mani nei sacchi

Postato il June 27th, 2007 in Campania da alex

27 giugno 2007

Editoriale su Carta.org

Impregilo finisce nella bufera giudiziaria dei rifiuti campani. Come era prevedibile, ma anche - per certi versi - auspicabile. La prima volta che si parlò di qualcosa del genere fu nel 2004, quando il Comitato Giuridico di Difesa Ecologica ipotizzò, in una nota inviata al Parlamento italiano, la sussistenza di un’ipotesi di reato, quella di cui all’articolo 515 del codice penale, cioè di frode in commercio, con riferimento all’obiettiva obsolescenza della tecnologia proposta per il ciclo integrato dei rifiuti in Campania.


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Arriva South Stream, l’autostrada del gas

Postato il June 27th, 2007 in Inchiesta_gas, energia da alex

26 giugno 2007

Pubblicato su Altrenotizie

Eni e Gazprom hanno firmato un memorandum d’intesa per la realizzazione del South Stream, un sistema di nuovi gasdotti che collegheranno la Russia all’Unione Europea attraverso il Mar Nero. La firma è avvenuta alla presenza del ministro dell’Industria ed Energia della Federazione Russa Viktor  Khristenko e del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani. L’accordo prevede lo studio della fattibilità tecnica ed economica del progetto, le opportune verifiche politiche e regolatorie e definisce le modalità di collaborazione tra le due società per la progettazione, il finanziamento, la costruzione e la gestione tecnica e commerciale dei gasdotti. L’opera sarà imponente: 900 chilometri di gasdotti per un investimento che non è ancora stato quantificato, ma indicato dell’ordine di molti miliardi di dollari. Il gas russo arriverà in Europa attraverso due linee in Austria, ed in Italia attraverso due linee sottomarine che raggiungeranno la penisola in Puglia, nella zona di Otranto, scorrendo sotto il Mar Nero e l’Adriatico, toccando profondità di oltre 2000 metri, con una capacità stimata di circa 30 miliardi di metri cubi.


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Le sviste di Windows

Postato il June 27th, 2007 in tecnologia da alex

22 giugno 2007

Pubblicato su Altrenotizie e Business Online

E’ oramai qualche mese che Windows Vista è arrivato sul mercato. Prima di arrivarci si è fatto attendere molto, oltre 5 anni. In questo primo periodo di lancio, si sono sprecate le prove e recensioni del nuovo sistema operativo, con un ventaglio di conclusioni molto eterogenee. L’unico punto sul quale tutti sembrano concordare, è che Vista rappresenta più un’evoluzione che una rivoluzione. Infatti, non c’è alcun aspetto del nuovo sistema operativo che non sia una rivisitazione di quanto già apparso in passato, o di quanto già perfettamente funzionante sui sistemi operativi della concorrenza. Ovviamente, basta questo a rendere Vista un qualcosa di assolutamente non innovativo.


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Verso la Conferenza Nazionale dell’Energia

Postato il June 14th, 2007 in energia da alex

14 giugno 2007.

Pubblicato su Altrenotizie

Si ritorna a parlare di conferenza nazionale sull’Energia, in Italia, ma non ancora di un nuovo Piano Energetico Nazionale. Certamente è importante la costruzione di una conferenza nazionale, della quale c’è bisogno da almeno un quinquennio; ma c’è da notare che la procedura istituzionale per arrivare all’appuntamento è iniziata solo dopo la bocciatura, da parte dell’UE, del piano nazionale sulle emissioni presentato dall’Italia. A questo si aggiunga che la conferenza mondiale sull’energia, la World Energy Conference, si terrà nel prossimo mese di novembre, dall’11 al 15, proprio a Roma. Così, il nostro governo ha deciso di organizzare finalmente la conferenza nazionale sull’Energia e l’ambiente. La data definitiva non c’è ancora, è tutta da costruire. Quel che per ora è certo, è il decreto congiunto presentato da Bersani e Peroraro Scanio, che prepara il terreno all’attuazione della conferenza. L’evento difficilmente sarà prima dell’estate, poiché i tempi non sono precisamente brevi ed il lavoro da fare è molto. Il comitato nominato dai due ministri deve lavorare molto ed in fretta, per riuscire a tenere la conferenza subito prima del WEC di Roma.


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Taranto che muore

Postato il June 12th, 2007 in Uncategorized da alex

10 giugno 2007

Pubblicato su Altrenotizie

I dati numerici parlano chiaro: in tutta l’Europa, vengono emessi in atmosfera 800 grammi di diossina all’anno. Di questi, 71 provengono dall’impianto ILVA di Taranto: l’8,8 per cento del totale europeo e il 30,6 per cento di quello italiano. Dati noti dal 30 marzo scorso, ma da allora ad oggi non è cambiato nulla. Anzi. Taranto muore, e muore soffrendo. Muore per la diossina proveniente da uno stabilimento che, secondo le normative europee, non potrebbe emettere quel che emette quotidianamente dai suoi camini. Invece in Italia può farlo, e con tanto di autorizzazioni speciali in deroga alle norme vigenti: emette diossine centomila volte più di un inceneritore, autorizzata a farlo. Come è possibile che esista un simile impianto? Esiste grazie ad un ricatto molto preciso: quello del lavoro. In passato si è scelto di esporre la popolazione ad un enorme rischio sanitario, destinato a peggiorare progressivamente ed inesorabilmente negli anni, in cambio di 4.000 posti di lavoro e di uno sviluppo industriale che viene reputato l’unica strada percorribile.

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