La crisi dell’informatica italiana
24 febbraio 2007.
Pubblicato su Altrenotizie
Dopo la grande bolla speculativa riguardante Internet e, più in generale, l’informatica e le telecomunicazioni, che ha attraversato l’Italia negli anni scorsi, ecco giungere pesantemente la crisi industriale e commerciale anche nel settore delle nuove tecnologie. Settore delicato, perché composto essenzialmente da lavoratori giovani, troppo giovani per pensare ad un prepensionamento, fortemente specializzati e spesso precari. Desta infatti molta preoccupazione il fatto che Esprinet, azienda con sede a Nova Milanese che opera nella distribuzione all’ingrosso di informatica ed elettronica di consumo, ha annunciato alle organizzazione sindacali che ci sono 30 lavoratori in esubero. Non è affatto un caso isolato. Salta semmai all’occhio che questo “esubero” di forza lavoro nasce subito dopo l’acquisizione, da parte di Esprinet, di Actebis, altra azienda di distribuzione. Per chi non è “addetto ai lavori” potrebbe infatti apparire un po’ strano che un azienda in grado di acquisirne altre vada in crisi occupazionale.

In un’intervista al settimanale L’Espresso, Aleksandr Medvedev, vicepresidente di Gazprom, annuncia l’arrivo del colosso russo sul mercato italiano al dettaglio a partire dal 1 aprile 2007. Arrivare sul mercato al dettaglio significa che non si tratta di forniture da Gazprom verso gli operatori di mercato italiani, ma di forniture destinate direttamente all’utente finale, alle nostre case. Con tanto di bollette. Si tratterà all’inizio solo di 100 milioni di metri cubi su 3,5 miliardi previsti. Una quantità minima quindi, poiché l’Italia consuma 76 miliardi di metri cubi di metano all’anno, ma è certamente il primo passo verso la conquista del mercato finale.