Energia, il giusto ITER

Postato il November 24th, 2006 in nucleare, mondo da alex

24 novembre 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Cina, Corea del sud, Stati Uniti, India, Giappone, Russia e Unione Europea hanno firmato a Parigi il trattato per ITER, un progetto di reattore sperimentale a fusione termonucleare che punta a fornire tra qualche decennio un’energia pulita ed illimitata. L’accordo, per un valore di oltre dieci miliardi di euro, è stato firmato all’Eliseo ed è la conclusione di una lunga trattativa. ITER è la sigla di International Thermonuclear Experimental Reactor (reattore sperimentale termonucleare internazionale), e vorrebbe essere una via per il superamento dell’energia nucleare da fissione. Nei prossimi mesi a Bruxelles sarà inoltre siglato un accordo tra Europa e Giappone per la realizzazione di impianti complementari ad ITER.


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Lombardia nucleare: il caso Ghedi

Postato il November 20th, 2006 in nucleare, cronaca da alex

19 novembre 2006

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Ghedi è vicino Brescia. E’ una base particolare, perché completamente italiana, quindi non è una delle “solite basi NATO”, di cui è cosparso il nostro Paese. Una volta, a dire il vero, era una base NATO, poi è stata declassata. Ora ci sono 1.600 soldati italiani, 200 civili e 180 militari USA di un battaglione che si occupa una sola cosa: di armamenti biologici e atomici. I due comandi sono divisi, ma tutta la struttura è comunque sotto comando italiano. Alcuni volontari dell’area del Brescia Social Forum hanno cominciato a lavorarci qualche anno fa, facendo pressione sul problema della sicurezza militare, ambientale e sanitaria. Ci sono state diverse ispezioni parlamentari senza esito, a Brescia però sanno che ci sono bunkers per 400-500 militari e il comando non spiega a cosa servono.

Il sindaco di Ghedi ha chiesto più di una volta il piano di evacuazione della base in caso di incidente, piano che non viene fornito perché dal comando non ammettono (e non possono ammettere) che nella base c’è l’atomica. Per questo l’amministrazione comunale ha anche chiesto l’eliminazione del segreto militare. Naturalmente senza esito.


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I russi ci scaldano

Postato il November 16th, 2006 in Inchiesta_gas da alex

16 novembre 2006.

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L’annuncio arriva in tarda mattinata: Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, e Alexey Miller, amministratore delegato di Gazprom, hanno firmato a Mosca un accordo sull’energia che prevede l’allungamento dei contratti di fornitura da parte russa alla società italiana fino al 2035, l’ingresso di Gazprom nel mercato italiano del gas e quello di Eni nel mercato energetico russo.
Nel comunicato si dice che “Gazprom estenderà la durata dei contratti di fornitura di gas fino al 2035 a Eni, che in questo modo si conferma il primo cliente mondiale di Gazprom. Nell’ambito di questo nuovo schema contrattuale Gazprom venderà, a partire dal 2007, direttamente sul mercato italiano quantitativi crescenti di gas (parte dei volumi venduti oggi a Eni), fino ad un potenziale di circa 3 miliardi di metri cubi dal 2010 e per tutta la durata del contratto”. Non significa che le bollette del gas saranno scritte in russo, ma quasi. Scaroni, si legge nella nota, ha dichiarato che si tratta di un “accordo storico.


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Il lungo autunno del metano

Postato il November 13th, 2006 in Inchiesta_gas da alex

11 novembre 2006

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Eni e Gazprom sono in fase di contrattazione sempre più serrata. I termini dell’accordo definitivo non sono ancora chiari, infatti la firma era stata fissata per lo scorso 15 ottobre ma è poi stata rinviata. Quel che si è capito è che si tratta di un’intesa che dovrebbe consentire a Eni di investire nei giacimenti russi di gas naturale e al gigante russo di vendere gas ai consumatori italiani.
Da oramai oltre un anno l’interesse di Gazprom è quello di entrare nella distribuzione italiana del gas e a questo scopo vorrebbe acquisire il 30% del capitale di Snam rete gas. In cambio promette ad Eni il rinnovo per altri dieci anni dei contratti che scadono nel 2017.

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate dalla rivista L’Espresso il 9 novembre, Gazprom avrebbe anche chiesto il 40% del pacchetto azionario di Enipower, nonché il giacimento libico Elephant e l’impianto di liquefazione del gas egiziano Damietta. La contropartita offerta dal colosso russo sarebbe il proprio appoggio a Eni nell’acquisto di una partecipazione di minoranza in Novatek, il più grande produttore moscovita di gas non controllato dal Cremlino (che ne possiede solo il 20%), nonché una quota di Arctic Gas, uno dei frammenti di quella che fu la Yukos. Strade, queste, che l’Eni, sempre secondo L’Espresso, potrebbe percorrere insieme ad Enel.


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Napoli, l’ordine delle cose

Postato il November 8th, 2006 in Napoli da alex

7 novembre 2006

Pubblicato su Altrenotizie e Pressante

 L’esercito a Napoli non è un tabù, dice il Ministro di Grazia e Giustizia, sollevando cori di assenso e di dissenso. C’è chi si chiede se sia utile, o risolutiva, una missione a Napoli delle Forze Armate. Che sia utile sul breve termine, per tamponare in qualche modo l’emergenza criminalità, potrebbe esser vero, che sia risolutiva ci sono molti dubbi. Da più parti, anche nella stessa Napoli, si sta confondendo spesso - e non sempre in buona fede - l’emergenza microcriminale che dilaga in città ed in provincia, con la cosiddetta “emergenza-camorra”. Di sicuro una massiccia presenza militare nelle strade può scoraggiare alcuni microcriminali, ma non è certo una missione delle Forze Armate che può sanare il problema sociale di una metropoli che, compresa la cintura dei comuni di periferia, tocca i 3 milioni di abitanti.


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