Campania, il cattivo business dei rifiuti
26 settembre 2006
Pubblicato su Altrenotizie e in versione ridotta su Alternapoli
Al dodicesimo anno di commissariato straordinario di governo per l’emergenza rifiuti, Napoli e la Campania non trovano ancora una via d’uscita. Il Piano Regionale per l’uscita dallo stato d’emergenza, varato oltre dieci anni fa dall’allora presidente della giunta regionale Rastrelli, è fallito pienamente. Il fallimento è avvenuto già negli anni scorsi, per una serie di motivi che vanno da inadempienze di FIBE, il soggetto privato che si era aggiudicato il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani di tutta la regione, fino ad una cattiva gestione politica ed istituzionale della situazione. Sono stati realizzati sette impianti di selezione dei rifiuti e produzione di CDR, combustibile derivato dai rifiuti, funzionanti a singhiozzo, che sono soggetti a lavorare sempre al massimo delle loro possibilità; pertanto spesso sono costretti a fermarsi, per manutenzione o per l’intervento della magistratura di fronte alla continua gestione irregolare che si fa di essi.

Per chi non conosce Napoli (ma in fondo chi non conosce Napoli?), o per chi non c’è mai stato, Napoli magari sembra essere