Gli affari tra Turchia e Russia non sono successi italiani

Postato il August 13th, 2009 in Inchiesta_gas da alex

9 agosto 2009

pubblicato su Altrenotizie

Nei giorni scorsi, con la sigla dell’accordo con la Turchia, il gasdotto italo-russo South Stream ha fatto un deciso passo avanti. Il progetto, lanciato nell’ambito dell’accordo Eni-Gazprom del 2006, prevede di portare gas russo verso l’Italia e verso i paesi dell’Europa centrale senza passare per l’Ucraina, che tanti scontri e incidenti ha avuto in passato con la Russia, ma attraversando il Mar Nero. Si tratta in sostanza della risposta congiunta, teorizzata a suo tempo da Tremonti e Scajola, dell’Italia e della Russia alla crisi ucraina del gas che investì l’Europa nell’inverno 2005/2006, e che s’integra con l’altro progetto russo, il North Stream, che collegherà la Russia con la Germania passando lungo il Mar Baltico.

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L’inverno del gas

Postato il March 10th, 2008 in Inchiesta_gas da alex

5 marzo 2008.

Pubblicato su Altrenotizie

La nuova disputa tra l’Ucraina e il colosso energetico russo Gazprom potrebbe ripercuotersi sulle forniture russe di gas all’Europa? E’ quello che si chiedono analisti, governi e cittadini, anche se da Mosca smentiscono. E’ la seconda guerra del gas, quella che sta avvenendo tra Russia e Ucraina in questi giorni. Kiev si è vista ridurre di un ulteriore 25% le forniture da Gazprom e minacciare di altre decurtazioni se non tornerà al tavolo delle trattative per il mancato pagamento di un debito di 600 milioni di dollari e la firma di nuovi accordi energetici bilaterali. Con una riduzione complessiva del 50% delle forniture, l’autonomia delle riserve ucraine passa da quattro a due settimane, avvicinando il rischio di prelevamenti del metano russo destinato all’Europa, come si verificò nella prima guerra del gas all’inizio del 2006. La risposta ucraina è stata, adducendo come motivo la mancanza dei documenti necessari, il divieto d’ingresso in due centrali di controllo a due osservatori indipendenti della compagnia Sgs, assoldati da Gazprom per monitorare il passaggio del gas russo indirizzato all’Europa occidentale attraverso il territorio ucraino.

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Arriva South Stream, l’autostrada del gas

Postato il June 27th, 2007 in Inchiesta_gas, energia da alex

26 giugno 2007

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Eni e Gazprom hanno firmato un memorandum d’intesa per la realizzazione del South Stream, un sistema di nuovi gasdotti che collegheranno la Russia all’Unione Europea attraverso il Mar Nero. La firma è avvenuta alla presenza del ministro dell’Industria ed Energia della Federazione Russa Viktor  Khristenko e del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani. L’accordo prevede lo studio della fattibilità tecnica ed economica del progetto, le opportune verifiche politiche e regolatorie e definisce le modalità di collaborazione tra le due società per la progettazione, il finanziamento, la costruzione e la gestione tecnica e commerciale dei gasdotti. L’opera sarà imponente: 900 chilometri di gasdotti per un investimento che non è ancora stato quantificato, ma indicato dell’ordine di molti miliardi di dollari. Il gas russo arriverà in Europa attraverso due linee in Austria, ed in Italia attraverso due linee sottomarine che raggiungeranno la penisola in Puglia, nella zona di Otranto, scorrendo sotto il Mar Nero e l’Adriatico, toccando profondità di oltre 2000 metri, con una capacità stimata di circa 30 miliardi di metri cubi.


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L’arrivo di Gazprom

Postato il February 7th, 2007 in Inchiesta_gas da alex

7 febbraio 2007.

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In un’intervista al settimanale L’Espresso, Aleksandr Medvedev, vicepresidente di Gazprom, annuncia l’arrivo del colosso russo sul mercato italiano al dettaglio a partire dal 1 aprile 2007. Arrivare sul mercato al dettaglio significa che non si tratta di forniture da Gazprom verso gli operatori di mercato italiani, ma di forniture destinate direttamente all’utente finale, alle nostre case. Con tanto di bollette. Si tratterà all’inizio solo di 100 milioni di metri cubi su 3,5 miliardi previsti. Una quantità minima quindi, poiché l’Italia consuma 76 miliardi di metri cubi di metano all’anno, ma è certamente il primo passo verso la conquista del mercato finale.
Arrivare a vendere all’utente finale è l’idea fissa della Gazprom già da molti anni: il gigante del gas, il cui pacchetto azionario è in larga maggioranza detenuto direttamente dal Cremlino, è divenuto nel tempo uno strumento politico internazionale del presidente Putin.


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I russi ci scaldano

Postato il November 16th, 2006 in Inchiesta_gas da alex

16 novembre 2006.

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L’annuncio arriva in tarda mattinata: Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, e Alexey Miller, amministratore delegato di Gazprom, hanno firmato a Mosca un accordo sull’energia che prevede l’allungamento dei contratti di fornitura da parte russa alla società italiana fino al 2035, l’ingresso di Gazprom nel mercato italiano del gas e quello di Eni nel mercato energetico russo.
Nel comunicato si dice che “Gazprom estenderà la durata dei contratti di fornitura di gas fino al 2035 a Eni, che in questo modo si conferma il primo cliente mondiale di Gazprom. Nell’ambito di questo nuovo schema contrattuale Gazprom venderà, a partire dal 2007, direttamente sul mercato italiano quantitativi crescenti di gas (parte dei volumi venduti oggi a Eni), fino ad un potenziale di circa 3 miliardi di metri cubi dal 2010 e per tutta la durata del contratto”. Non significa che le bollette del gas saranno scritte in russo, ma quasi. Scaroni, si legge nella nota, ha dichiarato che si tratta di un “accordo storico.


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