Italia-Cina e ritorno

5 aprile 2007.

Pubblicato su Altrenotizie

Che i traffici di merci e rifiuti tra Italia e Cina prosperino, non è certo una novità, né tantomeno la cosa dovrebbe meravigliare: dopo l’innalzamento della guardia, avvenuto negli anni ’90, nei confronti delle rotte transfrontaliere illecite verso l’Africa, è l’Asia il nuovo terminale dei traffici marittimi di rifiuti, scorie, veleni. Stavolta, secondo gli agenti della squadra mobile di Roma, quello che è venuto alla luce è un traffico di rifiuti industriali. Con l’intervento dell’Ufficio Antifrode centrale dell’Agenzia delle Dogane sono state eseguite 88 perquisizioni in tutta Italia, e ne è emerso che discrete quantità di rifiuti industriali prodotti in Italia, invece di essere smaltiti, venivano esportati in Cina. Sembrerebbe non esserci nessuna novità, d’altronde si tratta di poche tonnellate di materiali sequestrati, che appaiono ben poca cosa rispetto ai 6 milioni di tonnellate smaltite in Campania negli ultimi 20 anni, o alla quantità incalcolabile – sempre in milioni di tonnellate – di scorie mandate in tutta l’Africa nell’arco di un secolo. Eppure, a guardare bene, una novità c’è.

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L’atomo cinese parla francese

6 dicembre 2006.

Pubblicato su Altrenotizie.


Mentre in Europa la notizia quasi non viene citata, facendola passare in sordina, l’agenzia di stampa cinese Xinhua preferisce dare ampio spazio alla novità: Cina e Francia si accordano per la cooperazione nel campo dell’energia nucleare. L’accordo è stato raggiunto lo scorso 1 dicembre durante un incontro fra il vice premier cinese Zeng Peiyan e l’inviato speciale del presidente francese e ministro dell’Economia, Finanza e Industria, Thierry Breton.
Il vice premier Zeng ha dichiarato che “la carenza di energia in Cina ha reso necessario accelerare lo sviluppo di impianti nucleari e la Francia, che possiede le tecnologie e gli equipaggiamenti più avanzati, si è dimostrata pronta alla cooperazione in questo settore.” Breton gli fa eco confermando che “il governo francese prenderà iniziative concrete per accelerare la cooperazione con la Cina”. In realtà si tratta di un incremento della cooperazione già in atto nel settore nucleare; infatti la Cina ha usato per la prima volta tecnologia nucleare francese nel suo impianto di Daya Bay nella provincia meridionale del Guandong e, ancora, nell’impianto nucleare di Ling’ao, nella stessa provincia.

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La censura cinese

13 gennaio 2006.

Pubblicato su Altrenotizie

Giro di vite della pressione censoria cinese sulla libertà di espressione, ancora una volta nei confronti dell’uso di internet. A farne le spese questa volta è stata la celebre Wikipedia, la libera enciclopedia del sapere, non più consultabile dalla Cina dal 19 ottobre 2005. Non è la prima volta che le autorità cinesi ne bloccano l’accesso: era già accaduto a giugno e settembre dell’anno scorso.
La notizia è stata annunciata da “Reporters sans Frontieres”, che oggi ha invitato le autorità cinesi a smettere di ostruire l’accesso al sito Web dell’enciclopedia on-line.

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Campanelli asiatici

22 agosto 2005.

Pubblicato su Reporter Associati, Criticalpoint, Nwo

Non è bastata la visita di Donald Rumsfeld a Bishkek, nel tentativo di riaffermare la posizione USA in Kirghizistan e, in generale, nell’area dell’Asia Centrale ex-sovietica. La visita, che ha toccato tutte le basi militari americane nel Paese, è avvenuta dopo che Kurmanbek Bakiyev, appena eletto Presidente della piccola ma strategica repubblica centroasiatica, ha dichiarato come prima cosa che “occorre riconsiderare la presenza delle basi americane sul territorio nazionale”. Si deve ricordare che tali basi sono state istituite come supporto alle operazioni militari in Afghanistan. Secondo Bakiyev ora possono essere eliminate, essendo “sotto controllo” la situazione nella regione. Continue reading Campanelli asiatici