USA-Russia: accordo nucleare

9 maggio 2008.

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E’ stato firmato a Mosca, giusto all’ultimo giorno della presidenza di Putin, un patto di cooperazione tra Russia e Usa sul nucleare civile. L’accordo, lo riferisce l’agenzia Itar-Tass, è stato firmato dal capo della società nucleare russa Sergei Kirienko e dall’ambasciatore Usa a Mosca William Burns, prevede un’ampia cooperazione fra i due Paesi per l’uso dell’energia atomica a scopi industriali, in aree come la vendita e lo stoccaggio dell’uranio, nonchè un lavoro comune su programmi avanzati per i reattori. Una volta ex nemici, Washington e Mosca siglano così un accordo storico di cooperazione in un settore delicato come quello dell’energia nucleare. Nel giorno in cui lascia il Cremlino a Dmitry Medvedev, Vladimir Putin incassa un risultato importante in termini di fiducia da parte dell’Occidente. L’accordo permetterà alle parti di formare joint venture nel settore e di trasferirsi l’un l’altra tecnologie e materiali nucleari, aprendo la strada a quelle che Kiriyenko ha definito “grandi opportunità economiche” per entrambi.
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Italia-Russia: verso la fusione?

5 aprile 2008

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L’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti ha incontrato a Mosca, nella sede di Gazprom, il presidente del gruppo russo Alexey Miller. Poi, ha incontrato anche il presidente uscente Vladimir Putin. Nell’incontro, si legge in una nota di Enel, “i due manager hanno affrontato il tema della cooperazione nei settori del gas ed del petrolio con particolare riguardo all’ulteriore sviluppo di progetti comuni nel campo dell’elettricità e del gas, in Italia, in Russia e in Paesi terzi”. Immediatamente dopo Enel, nella stessa giornata, anche Eni ha fatto sapere in una nota di aver partecipato a Mosca presso la sede centrale di Gazprom ad un incontro di lavoro con Miller, per Eni era presente l’amministratore delegato, Paolo Scaroni. Nel corso dell’incontro, spiega la nota, le due società hanno discusso l’implementazione dell’accordo di alleanza strategica raggiunto nel novembre del 2006 e l’ulteriore sviluppo della collaborazione nel settore del petrolio e del gas. In particolare, anche in questo caso le due società hanno discusso della realizzazione di progetti congiunti nell’upstream di Paesi terzi.

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Cecenia, ultimo atto per Basaiev

12 luglio 2006

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Shamil Basaiev è morto. Ucciso in un agguato dalle truppe federali russe, non colpito dai proiettili, ma da un quintale di tritolo. Per Vladimir Putin è senza dubbio una vittoria politica, prima ancora che militare.
Il ricercato numero uno dalle autorità russe, è stato ucciso nella notte tra domenica e lunedì in un blitz delle forze speciali in Inguscezia, piccola regione confinante con la Cecenia, insieme ad altri cinque guerriglieri, nel villaggio di Ekazhevo, alle due del mattino, ora locale.
Lo ha dichiarato il capo della sicurezza statale Nikolai Patrushev al presidente russo Vladimir Putin. Secondo Patrushev, il leader ribelle e i suoi uomini stavano organizzando un attacco nel sud della Russia in coincidenza con la riunione del G8 che la Russia ospiterà nel prossimo fine settimana. Continue reading Cecenia, ultimo atto per Basaiev

Nuovi missili e nuove politiche

21 aprile 2006

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La Russia annuncia ufficialmente un nuovo potenziamento nel settore dei vettori in grado di trasportare testate nucleari.
Proprio mentre nel mondo infuriano le polemiche, spesso strumentali, sul programma nucleare iraniano, il direttore tecnico dell’Istituto per la tecnologia del calore, Yury Solomonov, ha dichiarato che entro il 2015 la Russia doterà di nuovi sistemi di lancio tutte le sue unità missilistiche, sia navali che terrestri.
Dopo la caduta del Patto di Varsavia, il governo di Mosca non può più contare su basi di lancio situate in Paesi terzi, pertanto secondo la attuale strategia di Putin di “mostrare i muscoli” sia in campo economico sia in campo militare, diviene fondamentale ottenere in breve tempo una totale autonomia. Continue reading Nuovi missili e nuove politiche

Niente di nuovo in Cecenia

10 febbraio 2006

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Tredici morti e 28 feriti è il bilancio, che potrebbe aumentare nelle prossime ore, dell’esplosione che la sera del 8 febbraio scorso ha completamente devastato una base militare russa a Kurchaloi, in Cecenia, un villaggio a poche decine di chilometri dalla capitale Grozny. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax.
Lo scoppio ha dato vita ad un incendio che ha completamente distrutto l’edificio. Tutte le vittime sono militari del battaglione speciale Vostok dell’esercito russo di stanza in Cecenia.
Un battaglione speciale agli ordini di una figura controversa nel panorama politico e militare caucasico: Sulim Iamadaiev, ceceno, ex militante ai vertici della guerriglia indipendentista, poi alleatosi con i russi nel 2002, con clamoroso “cambio di campo”. Un battaglione specializzato nella repressione della guerriglia, composto da 5000 uomini. Un battaglione mal visto dai ceceni, in quanto composto in gran parte da soldati ceceni che hanno scelto di essere al servizio della Russia. Un battaglione tristemente noto per i metodi piuttosto sbrigativi con cui agisce nei confronti dei ribelli indipendentisti e dei sospettati. Continue reading Niente di nuovo in Cecenia