Cecenia, ultimo atto per Basaiev

12 luglio 2006

Pubblicato su Altrenotizie

Shamil Basaiev è morto. Ucciso in un agguato dalle truppe federali russe, non colpito dai proiettili, ma da un quintale di tritolo. Per Vladimir Putin è senza dubbio una vittoria politica, prima ancora che militare.
Il ricercato numero uno dalle autorità russe, è stato ucciso nella notte tra domenica e lunedì in un blitz delle forze speciali in Inguscezia, piccola regione confinante con la Cecenia, insieme ad altri cinque guerriglieri, nel villaggio di Ekazhevo, alle due del mattino, ora locale.
Lo ha dichiarato il capo della sicurezza statale Nikolai Patrushev al presidente russo Vladimir Putin. Secondo Patrushev, il leader ribelle e i suoi uomini stavano organizzando un attacco nel sud della Russia in coincidenza con la riunione del G8 che la Russia ospiterà nel prossimo fine settimana. Continue reading Cecenia, ultimo atto per Basaiev

Niente di nuovo in Cecenia

10 febbraio 2006

Pubblicato su Altrenotizie

Tredici morti e 28 feriti è il bilancio, che potrebbe aumentare nelle prossime ore, dell’esplosione che la sera del 8 febbraio scorso ha completamente devastato una base militare russa a Kurchaloi, in Cecenia, un villaggio a poche decine di chilometri dalla capitale Grozny. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax.
Lo scoppio ha dato vita ad un incendio che ha completamente distrutto l’edificio. Tutte le vittime sono militari del battaglione speciale Vostok dell’esercito russo di stanza in Cecenia.
Un battaglione speciale agli ordini di una figura controversa nel panorama politico e militare caucasico: Sulim Iamadaiev, ceceno, ex militante ai vertici della guerriglia indipendentista, poi alleatosi con i russi nel 2002, con clamoroso “cambio di campo”. Un battaglione specializzato nella repressione della guerriglia, composto da 5000 uomini. Un battaglione mal visto dai ceceni, in quanto composto in gran parte da soldati ceceni che hanno scelto di essere al servizio della Russia. Un battaglione tristemente noto per i metodi piuttosto sbrigativi con cui agisce nei confronti dei ribelli indipendentisti e dei sospettati. Continue reading Niente di nuovo in Cecenia

Operazioni speciali in Cecenia

4 febbraio 2006.

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Il 29 gennaio scorso, l’esercito russo in Cecenia ha ucciso undici presunti guerriglieri e ne ha arrestati oltre 30. E’ questo il bilancio delle operazioni speciali condotte nella repubblica caucasica fino a ieri, a rendere pubbliche queste informazioni è il generale Grigori Fomenko, a capo delle forze russe in Cecenia, in una conferenza stampa a Grozny insieme al presidente ceceno filorusso Alu Alchanov. Da qualche mese, la stretta militare russa sta avendo ragione degli indipendentisti, come prova il fatto che sono in calo gli attentati contro le forze russe da parte degli insorti ceceni. Ma gli indipendentisti stanno cercando di reclutare nuove forze nel nord della Cecenia, e nelle regioni russe del Daghestan e di Stavropol. Proprio nel Daghestan, Mosca sta intensificando la pressione di polizia ed esercito contro la resistenza cecena. Continue reading Operazioni speciali in Cecenia

Ucciso Alash Daudov

18 maggio 2005.

Pubblicato su Reporter Associati

Grozny. Ritorna il pericolo, mai completamente assopito a dire il vero, di una nuova fase calda del conflitto in Cecenia, stando a guardare gli eventi di oggi. Poche ore fa, le forze russe in Cecenia hanno ucciso Alash Daudov, un esponente di spicco dei ribelli ceceni, ricercato per aver partecipato all’organizzazione del sequestro del teatro Dubrovka di Mosca nell’autunno del 2002, di azioni contro la polizia a Grozny e Nazran e del sequestro della scuola di Beslan nel 2004. Continue reading Ucciso Alash Daudov

Cecenia, un Paese senza rotta

11 Marzo 2005

Pubblicato su Reporter Associati, Radio For Peace

Grozny — Aslan Maskhadov è morto. Ucciso in un agguato da truppe federali russe. Senza dubbio una vittoria politica per Valdimir Putin, ma una vittoria che spinge gli eventi in che direzione? Un passato come generale nell’Armata Rossa, poi la politica e la lotta per la liberazione della sua Cecenia, della sua terra natale. La rivolta in Cecenia scoppia nel 1991, alla caduta dell’ex URSS, quando viene dichiarata unilateralmente l’indipendenza da parte di un altro ex generale dell’Armata Rossa, Giokhar Dudayev, di fede musulmana.

L’allora capo di stato russo Boris Eltsin cerca dapprima di “trattare”, offrendo molta autonomia alla Cecenia purchè restasse nella C.S.I., poi, dopo il fallimento di ogni tipo di trattativa, nel 1994 avviene l’invasione armata da parte russa, che incontra però notevoli sacche di resistenza. Continue reading Cecenia, un Paese senza rotta