Arrestato Karadžić: il boia della Bosnia-Herzegovina

22 luglio 2008

pubblicato su Altrenotizie

E’ stato arrestato Radovan Karadžic, in cima alla lista dei più ricercati per i crimini di guerra nella ex-Yugoslavia, dopo oltre dieci anni di latitanza, tredici per la precisione. L’arresto è stato annunciato dal presidente serbo Boris Tadic, Karadžic è stato localizzato e arrestato in Serbia la sera di lunedì, l’operazione è stata compiuta dalle forze di sicurezza di Belgrado. Dai primi comunicati sembra che sia stato arrestato su un autobus, nella capitale serba. Le sue responsabilità sono elevatissime: è noto al pubblico perchè è l’uomo che ordinò di sparare sui civili durante l’assedio di Sarajevo, compensando i cecchini con 50 marchi tedeschi per ogni vittima, ma è anche l’uomo che diede il via libera al massacro di 7.800 persone a Srebrenica nel luglio 1995, sotto gli occhi dei caschi blu olandesi, che non mossero un dito per evitare il più grande sterminio avvenuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Oltre questo, le responsabilità di Karadžic sono ben altre, e vanno oltre l’immaginazione.

Continue reading Arrestato Karadžić: il boia della Bosnia-Herzegovina

Krsko, Slovenia: torna l’incubo nucleare

5 giugno 2008

Pubblicato su Altrenotizie e Pressante

Alle 17.38 di ieri, 4 giugno 2008, un segnale d’allarme gela l’Europa: si tratta di una segnalazione di un incidente alla centrale nucleare di Krsko, nel sud-ovest della Slovenia, a 130 Km da Trieste. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’Ue ha successivamente informato tutti gli stati membri, alle 18.27, quando la potenza del reattore era stata ridotta al 22%. Secondo quanto riferito, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare.

Continue reading Krsko, Slovenia: torna l’incubo nucleare

La Serbia verso l’Europa

1 maggio 2008.

Pubblicato su Altrenotizie

A Lussemburgo, alla presenza del presidente serbo Boris Tadic, è stato firmato l’Accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) tra l’Unione europea e il Governo di Belgrado, primo segnale formale di aggancio della Serbia ai 27 dell’Europa. Di fatto si tratta del primo passo del processo di adesione all’UE per la Serbia. L’intesa è stata formalmente siglata in primis dal vice presidente serbo Bozidar Djelic e dal presidente di turno dei ministri degli Esteri Ue, lo sloveno Dimitri Rupel. “È un momento storico per la nostra storia”, ha detto Tadic, “perché i Balcani portano sempre il fardello della guerra, mentre questo accordo, e altri simili con Paesi vicini, permetteranno di redigere un nuovo capitolo della nostra storia”.
Continue reading La Serbia verso l’Europa

Il futuro nucleare di Tremonti

17 aprile 2008

Pubblicato su Altrenotizie e Carta

Le elezioni sono passate, il governo ancora deve nascere, ma già da qualche giorno Giulio Tremonti si sta lasciando andare a fantasie nucleari abbastanza pericolose, in quanto coinvolgerebbero altri Paesi nel modo peggiore possibile: scaricando sulle loro popolazioni i costi ambientali e sanitari, oltre ai rischi nucleari, della produzione elettrica destinata all’Italia. Nei giorni scorsi, la società energetica milanese Edison ha presentato uno studio di previsione sul fabbisogno di energia elettrica che tiene conto del rapporto tra “consumi attesi” e “produzione disponibile”: secondo le previsioni, nel 2030 l’Italia avrà necessità di un fabbisogno di 545 Twh di elettricità. Pertanto, la produzione attuale non basta. Da un lato Enel punta molto – anche se non tutto – sul carbone, in quanto via più rapida e meno costosa; dall’altro – ma è una via che ha un difetto – c’è da rispettare il vincolo posto dalla UE all’Italia, che prevede di ridurre del 20 per cento le emissioni rispetto al 1990: pertanto le centrali elettriche italiane non potranno produrre più di 88 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Edison, che al 50% è di proprietà della francese EDF, conclude il proprio studio dichiarando di vedere il nucleare come la soluzione all’approvvigionamento energetico.
Continue reading Il futuro nucleare di Tremonti

Omicidio Abazovic: nessuna giustizia dopo due anni

24 gennaio 2008

Pubblicato su Altrenotizie

Sono ormai trascorsi più di due anni, dalla sparatoria avvenuta nei pressi di Sarajevo commessa da italiani, dove trovò la morte una donna e rimasero feriti gravemente il marito ed il figlio undicenne. Due anni da quel 5 gennaio 2006, quando uomini armati si introdussero sparando nell’abitazione della famiglia Abazovic, a Rogatica nella Republika Srpska. E, dopo due anni, non c’è stato alcun processo, né in Italia né nella giovane repubblica balcanica. Tutto avvenne in una fredda mattina invernale, durante quella che doveva essere l’operazione di arresto di un presunto criminale di guerra serbo-bosniaco. La missione, da parte della missione “di pace” in Bosnia Erzegovina Eufor, venne assegnata ai carabinieri italiani. Ma l’operazione finì in modo tragico, in quel piccolo paese ad una settantina di chilometri da Sarajevo: un morto e due feriti gravi. La persona morta è Rada Abazovic, di 46 anni, i feriti sono il marito ed il piccolo figlio. Rada Abazovic morì per le ferite riportate due ore dopo il suo ricovero all’ospedale di Foca.
Continue reading Omicidio Abazovic: nessuna giustizia dopo due anni