Radio Vaticana: la Cassazione riapre il processo

15 maggio 2008.

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La Terza sezione penale della Cassazione ha annullato le sentenze di appello che avevano archiviato lo scorso giugno il caso giudiziario italiano più clamoroso in materia di elettrosmog, quello intentato contro Radio Vaticana. L’emittente d’oltretevere è stata accusata per molti anni per i suoi impianti situati tra Roma e Bracciano, nella zona di Cesano ed Anguillara, un’area che secondo numerosi abitanti, ed anche secondo molte misurazioni effettuate sul territorio, è sottoposta ad inquinamento elettromagnetico provocato proprio dagli impianti, dotati di particolare potenza per quanto riguarda le emissioni di onde elettromagnetiche. La Corte d’Appello di Roma lo scorso giugno aveva assolto padre Pasquale Borgomeo, direttore dell’emittente, e padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione della Radio Vaticana. Secondo la Cassazione, però, l’assoluzione non è legittima e dunque il caso va riportato alla Corte d’Appello, con l’indicazione della validità dei ricorsi presentati dalle parti civili che si erano costituite, nonché dalla Procura generale di Roma.
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Il Lazio tossico-nocivo: Operazione Girotondo

9 giugno 2007.

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Sono state circa duecento le unità del Corpo forestale dello Stato impegnate nell’Operazione Girotondo, un maxi blitz avvenuto dopo lunghe indagini, che ha portato alla luce nel Viterbese un imponente traffico illegale di rifiuti speciali, molto più ampio rispetto a quello che di recente ha visto protagonista il comune di Montefiascone. Sono sei le misure cautelari a carico degli indagati, di cui tre sottoposti agli arresti domiciliari e altri tre all’obbligo di firma. Il reato contestato è la violazione delle normative sullo smaltimento dei rifiuti. Nel corso dell’operazione sono state eseguite trenta perquisizioni in sette regioni quali Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Calabria, verso persone coinvolte nel traffico dei rifiuti. Inoltre sono stati sequestrati un impianto industriale a Graffignano (Vt), gli uffici toscani, laziali e umbri di quattro società, nonché una cava di cento ettari di terreno dove sono state interrate circa 3.500 tonnellate di rifiuti nel corso di un solo mese, e si sospetta la presenza di circa 40.000 tonnellate interrate in un anno.
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