Da Reggio Emilia al Ghana

Postato il August 23rd, 2010 in Rifiuti_tossici, africa da alex

19 agosto 2010

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Otto persone denunciate, sei container, tre furgoni e due discariche abusive poste sotto sequestro. E’ il bilancio dell’operazione condotta dal Corpo Forestale in collaborazione con l’Interpol, con al centro un grande traffico di rifiuti speciali, prevalentemente componenti di elettronica ed elettrodomestici, che dalla provincia di Reggio Emilia si avviavano verso l’Africa. L’operazione ha condotto alla denuncia di alcuni africani di un italiano e di un cittadino olandese, proprietario di una ditta di import-export.

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Italia-Nigeria, senza ritorno

Postato il July 9th, 2010 in Rifiuti_tossici, africa da alex

3 luglio 2010

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Freon, è il nome commerciale di una famiglia di gas, noti anche come CFC (clorofluorocarburi). Sono gas impiegati nei cicli del freddo, poi abbandonati perché responsabili del buco nell’ozono, e addirittura proibiti dal 1990 per molti usi. Ma freon è anche il nome dell’operazione condotta dal Corpo forestale dello Stato, che ha condotto all’identificazione di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di rifiuti, soprattutto derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; traffico che è stato in piedi per anni tra la Provincia di Torino e la Nigeria.

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Delta del Niger: assaltata e dirottata una nave

Postato il September 10th, 2008 in africa da alex

10 settembre 2008

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Il 7 settembre scorso, sul fiume Sambriero, nell’area del Delta del Niger, un gruppo di uomini armati ha dirottato una nave, la “Fulmar Lamnaco”. Secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito nigeriano, il colonnello Musa Sagir, durante il dirottamento sarebbe morto un marinaio e un altro sarebbe stato rapito. Sagir ha anche dichiarato che la nave è di proprietà dell’Agip, del gruppo Eni, ma la multinazionale italiana ha smentito rapidamente: “La nave in questione non è di nostra proprietà ma di un’azienda contrattista australiana; al momento non ci sono nemmeno contratti in corso di esecuzione con l’Agip”, ha dichiarato la multinazionale italiana che opera in Nigeria. Lo stato nigeriano è il primo produttore di petrolio del continente africano, ma anche il settimo esportatore mondiale. La regione è una delle aree del mondo più ricche di idrocarburi, con riserve provate di petrolio pari a 36 miliardi di barili ed è il quinto fornitore di greggio degli Stati Uniti. Di conseguenza, è di vitale importanza per l’Eni, che ha stabilito nel Delta del Niger numerosi impianti di estrazione.

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La pattumiera d’Africa

Postato il April 10th, 2008 in Rifiuti_tossici, africa da alex

10 aprile 2008

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Il governo della Costa d’Avorio e la multinazionale Trafigura hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede l’avvio dei lavori di disinquinamento dei siti localizzati nella capitale Abidjan. Si tratta di quei luoghi che nell’agosto del 2006 furono colpiti dallo sversamento di rifiuti tossici provenienti dalla nave Probo Koala. Il processo di bonifica dai depositi di rifiuti tossici, interamente provenienti da traffici illeciti di origine europea, è molto lento, tanto da spingere il governo della Costa d’Avorio ad intraprendere questa ulteriore azione con Trafigura. “La parte Trafigura dovrà procedere ad un disinquinamento complementare e ad un seguito ambientale. Queste operazione saranno velocizzate”, ha detto Désiré Tagro, ministro dell’ambiente ivoriano, “Tutte le parti, vale a dire Trasfigura e lo Stato della Costa d’Avorio, hanno stimato che è giunto il tempo di accelerare i termini e lasciare alle parti ivoriane la cura di questo disinquinamento complementare. Evidentemente i costi necessari a queste operazioni sono a carico della parte Trafigura”. Trafigura si è impegnata al pagamento di una somma di 5 miliardi di Franchi della Costa d’Avorio a titolo di avanzo di tesoreria per la costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani da realizzare ad Abidjan.

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Omicidio Alpi-Hrovatin: chiesta l’archiviazione

Postato il July 13th, 2007 in Rifiuti_tossici, cronaca, africa da alex

13 luglio 2007

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La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta bis sulla tragica morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia. Un inchiesta avviata dopo il primo procedimento, che si è concluso con la condanna a 26 anni di reclusione per il giovane somalo Hashi Omar Hassan. Il PM romano Franco Ionta specifica che la richiesta di archiviazione nasce “dall’impossibilità di identificare i responsabili degli omicidi”. Il duplice omicidio avvenne a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994. La Toyota su cui viaggiano i due inviati fu colpita dal fuoco sparato dalle armi di almeno sette miliziani. I due giornalisti erano in Somalia per seguire la missione “Restore Hope”, dove erano impegnati militari italiani. Fin da subito, per il duplice omicidio, fu ipotizzato un legame con i fatti e le attività scottanti di cui erano venuti a conoscenza Ilaria Alpi e Hrovatin, soprattutto in relazione a traffici illeciti di rifiuti nocivi e radioattivi, il cui pagamento per i somali non era in denaro ma in armi.


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