Berlusconi a Napoli: è finita l’emergenza rifiuti

18 luglio 2008

pubblicato su Altrenotizie

“L’emergenza a Napoli sui rifiuti e’ finita”. Chi lo dice? Non i napoletani, certo, ma il Presidente del Consiglio, che ha già annunciato ieri questa dichiarazione in una conferenza stampa. Spiega che sono state tolte settemila tonnellate di rifiuti al giorno e, in più, trentacinquemila tonnellate che “erano rimaste inevase”. “C’e’ ora – osserva Berlusconi – una stabilizzazione che sarà maggiore quando andranno a pieno regime tutti i termovalorizzatori”. Peccato che almeno diecimila tonnellate di rifiuti urbani sono ancora a cielo aperto nei comuni limitrofi e 40mila sono in stoccaggio provvisorio. In pratica, è stata pulita in fretta e in furia la città capoluogo, sacrificando la provincia. Berlusconi dice di incassare, ma non incassa i primi risultati raggiunti dalla gestione del sottosegretario Guido Bertolaso e si prepara a lanciare la strategia di comunicazione “per il riscatto dell’Italia da questa vergogna”.
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Il governo energetico del Cavaliere

23 maggio 2008

pubblicato su Altrenotizie

Tra il discorso di Berlusconi alla Camera, e le dichiarazioni dei ministri Tremoni e Scajola, emergono le idee e le intenzioni del nuovo governo in campo energetico. Prima di tutto non c’è la scelta dello sviluppo sostenibile. Sulle politiche energetiche ed ambientali non solo si è manifestata un’assoluta inadeguatezza ma si sono ascoltati indirizzi culturali ed economici sbagliati e dannosi. Non si è preso un impegno serio (obiettivi e proposte) per la riduzione della CO2 e non si sono riproposti gli obiettivi europei (meno 20% di CO2, più 20% di energia da fonti rinnovabili, più 20% di risparmio). Del resto, solo due anni fa, l’altro governo Berlusconi si era distinto per le sue inadempienze nel rispetto del trattato di Kyoto. In pratica, il programma di governo è alquanto indefinito e con indirizzi non all’altezza della situazione dell’Italia. In particolare, il nucleare di Berlusconi è una strada sbagliata, per la ricerca scientifica, le imprese, l’occupazione, le famiglie e l’ambiente.
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Come bruciare ecoballe false

9 marzo 2008

pubblicato su Altrenotizie

“Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato d’emergenza, in particolare, per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell’impianto di termodistruzione sito nel comune di Acerra, è autorizzato il trattamento e lo smaltimento di rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione.” E’ il testo dell’Articolo 4 dell’Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri numero 3657 del 20 febbraio scorso, ed appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quei numeri che possono apparire strani, chiamati codici CER (Catalogo Europeo Rifiuti), sono i codici che identificano le orami famose ecoballe di rifiuti campani, la frazione organica stabilizzata ed il compost prodotti da FIBE. Già, proprio quelle famose ecoballe che non possono essere bruciate in nessun impianto distruttore, e che hanno già dato vita ad un processo penale tuttora in corso presso il Tribunale di Napoli.
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I rifiuti di Scaramella

7 dicembre 2006.

Pubblicato su Altrenotizie e Pressante.


Che Napoli abbia il primato dello smaltimento illecito di rifiuti speciali, non è affatto una novità. Analogamente, non è una novità che nel settore dei reati ambientali la Procura di Napoli sia tra le più attive d’Italia, con centinaia di avvisi di garanzia l’anno.
Forse la novità sta nel fatto che l’ultimo avviso di garanzia emesso vede come destinatario Mario Scaramella, l’ex consulente della commissione Mitrokin che sta dominando la cronaca di questi giorni per l’affare Litvinenko, attualmente ricoverato in ospedale a Londra in quanto contaminato da Polonio 210.


L’inchiesta della sezione ambiente della Procura di Napoli, affidata al PM Giuseppe Noviello, è partita alla fine della scorsa estate e riguarda una serie di illeciti commessi nello smaltimento dei rifiuti nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio. Durante le indagini è venuta alla luce una serie di sversamenti abusivi di rifiuti speciali, derivanti da abbattimenti di edifici, in piena area protetta del Parco Nazionale. L’ex consulente della Commissione parlamentare era stato tra l’altro consulente dell’ente Parco nazionale del Vesuvio, in qualità di esperto di sicurezza ambientale, proprio in materia di abbattimento degli edifici abusvi costruiti all’interno del parco.

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Napoli, l’ordine delle cose

7 novembre 2006

Pubblicato su Altrenotizie e Pressante

 L’esercito a Napoli non è un tabù, dice il Ministro di Grazia e Giustizia, sollevando cori di assenso e di dissenso. C’è chi si chiede se sia utile, o risolutiva, una missione a Napoli delle Forze Armate. Che sia utile sul breve termine, per tamponare in qualche modo l’emergenza criminalità, potrebbe esser vero, che sia risolutiva ci sono molti dubbi. Da più parti, anche nella stessa Napoli, si sta confondendo spesso – e non sempre in buona fede – l’emergenza microcriminale che dilaga in città ed in provincia, con la cosiddetta “emergenza-camorra”. Di sicuro una massiccia presenza militare nelle strade può scoraggiare alcuni microcriminali, ma non è certo una missione delle Forze Armate che può sanare il problema sociale di una metropoli che, compresa la cintura dei comuni di periferia, tocca i 3 milioni di abitanti.

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