Non solo fosforo bianco: su Gaza l’arma del futuro

24 gennaio 2009

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Prima ancora della fine dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, l’accusa di aver usato armi al fosforo bianco aveva già fatto il giro del pianeta. Secondo molti mezzi d’informazione l’esercito israeliano avrebbe fatto un uso massiccio di armi al fosforo bianco. Sia chiaro, non si vuole in questa sede smentire questa ipotesi: sicuramente è stato usato del munizionamento illuminante al fosforo, principalmente bombe ad uso aereo e proiettili per artiglieria pesante, ma siamo proprio certi che si sia trattato di fosforo bianco? Se qualcuno viene colpito da fosforo incendiato, e non è possibile spegnerlo con acqua, le parti colpite presentano tracce profonde di fusione. Le immagini fotografiche e televisive arrivate da Gaza non smentiscono affatto l’uso del fosforo bianco, ma non tutte le ferite mostrate sono compatibili con questa sostanza incendiaria.
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Annullata la pena di morte per Mumia Abu-Jamal

28 marzo 2008

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La notizia, per chi ha memoria, è di quelle che potrebbero lasciare il segno: la corte d’appello federale degli Stati Uniti, a quanto ci risulta per la prima volta, fornisce un segno di speranza per Mumia Abu-Jamal, annullando la condanna a morte del giornalista radiofonico afroamericano il cui caso è da oltre venti anni una bandiera per il movimento internazionale contro la pena capitale. Sia chiaro: Abu-Jamal non ha affatto ottenuto una grazia. I tre giudici della Corte d’appello del Terzo circuito hanno ritenuto valido il suo verdetto di colpevolezza per l’uccisione di un poliziotto. Questo significa che lo stato della Pennsylvania, che ha la competenza territoriale del suo caso, può decidere di commutare la pena in ergastolo, oppure riaprire un procedimento entro 180 giorni per stabilire se Abu Jamal dovrà essere condannato a morte o al carcere a vita. In pratica, si apre la possibilità di celebrare un nuovo processo che potrebbe concludersi con una diversa sentenza.
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I raid sulla verità

22 ottobre 2007.

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Secondo il New York Times, il raid aereo israeliano in Siria dello scorso 6 settembre era diretto alla distruzione di un impianto di tipo nucleare in costruzione; il quotidiano d’oltreoceano ha pubblicato un ampio e dettagliato articolo sull’argomento, che in Italia non è stato ripreso. L’impianto distrutto, sempre secondo il quotidiano statunitense, richiedeva ancora diversi anni di lavoro per il suo completamento ed era probabilmente basato sul modello di una analoga struttura creata in Corea del Nord per creare combustibile nucleare. Secondo la ricostruzione fatta dal giornale, sarebbe stato lo stesso Israele ad informare, alcuni mesi fa, i servizi segreti americani dell’esistenza di un impianto in costruzione in Siria: gli Stati Uniti, tramite i satelliti spia, avrebbero trovato poi conferma di quanto stava accadendo, dando così il via a un dibattito interno nell’ Amministrazione Bush su un’eventuale risposta. L’intelligence israeliana ritiene che la Corea del Nord, che in passato ha fornito tecnologia missilistica alla Siria, negli ultimi mesi abbia iniziato a fornire anche materiale nucleare.
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La Turchia e la destabilizzazione dell’Iraq

19 ottobre 2007

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I militari turchi hanno “carta bianca” per attuare, se e quando lo riterranno necessario, un intervento in Nord Iraq al “solo fine” di liquidare i campi di montagna da cui muovono i ribelli curdi del PKK per compiere attacchi armati in Turchia. Lo dice una mozione approvata dal Parlamento turco, con 507 voti a favore e appena 19 contrari. Un plebiscito. Gli unici voti contrari sono stati quelli dei deputati del movimento filocurdo del Dtp (Partito per una società democratica). L’approvazione della mozione è condizione necessaria per un’operazione militare oltre confine. La prima reazione, preoccupata, viene da Washington, dove il presidente Bush ha subito dichiarato che “le incursioni non sono la soluzione e non sono nell’interesse della Turchia”. Bush ne ha anche approfittato per rimproverare i deputati americani che la scorsa settimana hanno approvato in Commissione, con una maggioranza larghissima che ha visto concordi democratici e repubblicani, la risoluzione sul genocidio degli armeni, provocando le ire dei turchi. “Il Congresso non dovrebbe occuparsi della storia dell’Impero Ottomano. Ha meglio da fare che contrapporsi ad un alleato democratico nel mondo musulmano, che fornisce sostegno vitale ogni giorno alle nostre forze armate”, ha detto il presidente americano.
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L’Enel alla conquista della Spagna

9 aprile 2007

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Dopo un lungo testa a testa con la tedesca E.On, durato 18 mesi, Enel, insieme alla spagnola Acciona, riesce ad acquisire nel prossimo mese di luglio la società elettrica Endesa, la più grande in Spagna con 13 milioni di clienti e impianti per 21.400 mw, proprietaria di centrali nucleari e a rinnovabili. Immediata la dichiarazione dell’amministratore delegato Fulvio Conti: “Un gruppo che potrà sviluppare notevoli sinergie e fin da subito farà crescere del 25% l’utile per azione dell’Enel”. Infatti, Endesa, con l’11,84% del mercato delle energie rinnovabili in Spagna é leader in Europa. Quando sarà concluso il contratto con con Enel e Acciona, ci troveremo davanti ad un colosso energetico con una potenza totale di 90 mila megawat, una capitalizzazione di 90 miliardi di euro, la presenza in 22 paesi in quattro continenti e 55 milioni di clienti. Dati che vengono superati solo dalla francese Edf.

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