Rifiuti tossici in Brianza

20 settembre 2008

pubblicato su Altrenotizie e Carta.org

Stavolta le discariche abusive non sono nella solita Campania. Anzi. Scoprire un traffico di rifiuti pericolosi nel milanese sembra smentire tutti quei politici padani che nei mesi scorsi si erano sempre affrettati a dire “queste cose, da noi, non succedono”. Invece succedono eccome, e con la stessa identica tecnica adottata 25 anni fa nel casertano, a mostrare una certa “arretratezza tecnica” rispetto agli specialisti della camorra. E’ successo a Desio, appena una decina di chilometri a nord di Milano, dove qualcuno si metteva a scavare grandi buche nel terreno, vere e proprie cave abusive, vendendo il terreno di riporto alle imprese edili. Una volta scavata una grande fossa, la si riempiva con tonnellate di rifiuti tossici. La tecnica non è buona: andava bene 20 anni fa ma non oggi, poiché sono stati messi a punto molti sistemi di controllo sia aerei che satellitari per il rilevamento dall’alto delle discariche abusive. Lo sanno bene i clan campani, che hanno smesso di usare la tecnica primitiva della cava abusiva, ma evidentemente non ne era consapevole il clan calabrese che ha operato nel milanese.
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Emergenza rifiuti: arriva Berlusconi a bruciare tutto

22 maggio 2008

pubblicato su Altrenotizie

Dopo le centrali elettriche e tutti i siti di interesse energetico, la mossa a sorpresa di Berlusconi colpisce anche le discariche in Campania: siti segreti. Il popolo, i cittadini, non devono sapere, anche se la maggioranza è formata da suoi elettori. I “liberi cittadini” di un Paese democratico potranno sapere solo a giochi fatti, cioè alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto governativo. Con buona pace per quella che negli altri Paesi si chiama “Democrazia partecipata”. Si allarga ulteriormente, dunque, quella frattura nella democrazia in Campania, di cui abbiamo parlato altre volte su Altrenotizie. Tra le scelte del nuovo governo, preoccupa particolarmente l’accelerata sugli inceneritori, ancora inutilmente chiamati termovalorizzatori, ma anche l’uso dell’esercito a difesa delle discariche ed una già preventivata azione di ostacolo alle iniziative della magistratura.
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La pattumiera d’Africa

10 aprile 2008

Pubblicato su Altrenotizie

 

Il governo della Costa d’Avorio e la multinazionale Trafigura hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede l’avvio dei lavori di disinquinamento dei siti localizzati nella capitale Abidjan. Si tratta di quei luoghi che nell’agosto del 2006 furono colpiti dallo sversamento di rifiuti tossici provenienti dalla nave Probo Koala. Il processo di bonifica dai depositi di rifiuti tossici, interamente provenienti da traffici illeciti di origine europea, è molto lento, tanto da spingere il governo della Costa d’Avorio ad intraprendere questa ulteriore azione con Trafigura. “La parte Trafigura dovrà procedere ad un disinquinamento complementare e ad un seguito ambientale. Queste operazione saranno velocizzate”, ha detto Désiré Tagro, ministro dell’ambiente ivoriano, “Tutte le parti, vale a dire Trasfigura e lo Stato della Costa d’Avorio, hanno stimato che è giunto il tempo di accelerare i termini e lasciare alle parti ivoriane la cura di questo disinquinamento complementare. Evidentemente i costi necessari a queste operazioni sono a carico della parte Trafigura”. Trafigura si è impegnata al pagamento di una somma di 5 miliardi di Franchi della Costa d’Avorio a titolo di avanzo di tesoreria per la costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani da realizzare ad Abidjan.
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I rifiuti di Israele nei polmoni dei palestinesi

2 aprile 2008

pubblicato su Altrenotizie e Carta.org

Un servizio televisivo mostra le scene, inequivocabili per chi queste cose le ha già viste in casa propria, del proliferare di discariche abusive, che traboccano di big bag, i grandi sacchi ad uso industriale riempiti di polveri, scarti, rifiuti speciali, spesso tossici. Stavolta, non è Napoli, e neanche Caserta. Non è la Campania. E’ invece la Cisgiordania, ed il servizio televisivo va in onda su Al Jazeera, in lingua araba, ma arriva via satellite fino a noi. Fusti e big bag, rotti, aperti, dai quali fuoriescono polveri finissime, che si mischiano al terreno, contenitori che all’esterno recano scritte inequivocabilmente in ebraico. L’allarme non è nuovo. Due anni fa un rapporto di Friends of the Earth Medio Oriente, una organizzazione ambientalista di cui fanno parte israeliani, palestinesi e giordani, ha segnalato che lo scarico improprio di rifiuti tossici è diventato una minaccia per l’acqua potabile nella regione, che a dire il vero è anche molto poca. I rifiuti tossici infatti si infiltrano nei terreni, e sostanze quali cloro, arsenico ma anche metalli pesanti come cadmio, mercurio e piombo finiscono nelle falde acquifere.
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ECOBOSS: l’ecologia sotto controllo criminale

27 febbraio 2008

pubblicato su Altrenotizie e Carta.org

Ecoboss. Non potevano trovare un nome migliore, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, PM presso la procura di Napoli, per la recente operazione in tema di ecomafie. L’operazione, avvenuta con il supporto dei carabinieri del Noe e del Reparto territoriale di Aversa, ha portato oggi all’arresto di un presunto boss del clan dei Casalesi, Giorgio Marano, di 48 anni, nonché al sequestro di tre aziende attive nel settore rifiuti e di alcuni terreni a destinazione agricola dove per anni è stato sversato illegalmente materiale proveniente soprattutto dal nord Italia. Sono state raccolte le prove di una camorra che non si limita più a infiltrarsi nel settore dello smaltimento ma si trasforma in protagonista dell’attività illecita gestendo in prima persona aziende e discariche abusive. Con buona pace per chi da anni insiste sul fatto che la camorra si sia defilata dal settore dei rifiuti e che “faccia altro”, o che si limiti ad attività estorsive, ma anche con buona pace per tutti quei settori, dalla stampa alla politica, agli stessi comitati di cittadini, che insistono sul fatto che gli sversamenti illeciti in Campania siano un qualcosa che appartiene al passato.
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