Altro disastro ambientale a Ischia?
30 agosto 2009
Pubblicato su Altrenotizie
Quella apparsa sui giornali italiani alla vigilia del ferragosto sembrava una notizia estiva e di poco conto: i turisti e i residenti sull’isola di Ischia sono rimasti al buio a causa di un lungo black-out nell’erogazione di energia elettrica. Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica, si è trattato della rottura di un cavo sottomarino, peraltro per cause abbastanza imprecisate. Secondo la versione ufficiale dei fatti, alcuni operai di una non precisata ditta avrebbero reciso involontariamente i cavi dell’alta tensione della centralina di Cuma causando l’immediato black-out sull’isola. Subito dopo l’incidente, l’Enel ha inviato sull’isola circa 60 gruppi elettrogeni per garantire il minimo livello di operatività della linea elettrica e un folto gruppo di tecnici destinati a sovraintendere le operazioni di ripristino della rete e di gestione dell’emergenza. Mentre si procedeva al ripristino, il 13 agosto c’è stata una nuova rottura di uno dei quattro cavi, nei pressi di Casamicciola Terme, secondo Terna causata da un’ancora.

Non è la prima volta che in Campania la magistratura colpisce i vertici di un commissariato straordinario che opera puntualmente in modo illegale. Era già capitato durante il commissariato di Bertolaso, che aveva visto l’arresto del suo vice, Claudio Di Biasio, per favoreggiamento alla criminalità organizzata. Anche il vice di De Gennaro, di recente, ha avuto un avviso di garanzia. Stavolta, i reati contestati ai 25 indagati sono associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito, truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologia commessa da pubblici ufficiali. Nei guai finisce anche un funzionario della provincia di Caserta. L’hanno chiamata “operazione rompiballe” perché al telefono, il responsabile di un impianto della provincia di Caserta parlava così della discarica aperta di Lo Uttaro: “Rompiamo le balle, quelle più malprese, e le utilizziamo come scarti”. Tra i nomi degli arrestati, spicca quello di Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario della Protezione civile, in passato il vice di Bertolaso all’epoca in cui era stato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti.
Dopo le centrali elettriche e tutti i siti di interesse energetico, la mossa a sorpresa di Berlusconi colpisce anche le discariche in Campania: siti segreti. Il popolo, i cittadini, non devono sapere, anche se la maggioranza è formata da suoi elettori. I “liberi cittadini” di un Paese democratico potranno sapere solo a giochi fatti, cioè alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto governativo. Con buona pace per quella che negli altri Paesi si chiama “Democrazia partecipata”. Si allarga ulteriormente, dunque, quella frattura nella democrazia in Campania, di cui abbiamo parlato altre volte su Altrenotizie. Tra le scelte del nuovo governo, preoccupa particolarmente l’accelerata sugli inceneritori, ancora inutilmente chiamati termovalorizzatori, ma anche l’uso dell’esercito a difesa delle discariche ed una già preventivata azione di ostacolo alle iniziative della magistratura.