Cosa brucerà l’inceneritore di Acerra?
4 aprile 2009.
Pubblicato su Altrenotizie
All’indomani dello spot politico-elettorale del governo Berlusconi, consistente nel dare enfasi all’apertura dell’inceneritore di Acerra, sono rimasti i dubbi circa il fatto che quell’impianto abbia davvero “traghettato la Campania nella modernità”. A parte ogni discussione, speculativa o meno, su quanta modernità ci sia in una macchina a vapore - poiché un inceneritore in fin dei conti è semplicemente una macchina a vapore, con tanto di odore ottocentesco, piuttosto che da terzo millennio - restano sul terreno i problemi derivanti dal disastro ambientale avvenuto in Campania. E quando si dice “sul terreno”, ci si riferisce ai milioni di tonnellate di “ecoballe” prodotte per anni senza poter essere eliminate, e talmente irregolari da non poter essere bruciate da nessuna parte. Ma l’impianto di Acerra, questo è il maggiore timore di chi ci abita a poca distanza, cosa brucerà? Sarà mica usato per bruciare quelle ecoballe?

Dopo le centrali elettriche e tutti i siti di interesse energetico, la mossa a sorpresa di Berlusconi colpisce anche le discariche in Campania: siti segreti. Il popolo, i cittadini, non devono sapere, anche se la maggioranza è formata da suoi elettori. I “liberi cittadini” di un Paese democratico potranno sapere solo a giochi fatti, cioè alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto governativo. Con buona pace per quella che negli altri Paesi si chiama “Democrazia partecipata”. Si allarga ulteriormente, dunque, quella frattura nella democrazia in Campania, di cui abbiamo parlato altre volte su Altrenotizie. Tra le scelte del nuovo governo, preoccupa particolarmente l’accelerata sugli inceneritori, ancora inutilmente chiamati termovalorizzatori, ma anche l’uso dell’esercito a difesa delle discariche ed una già preventivata azione di ostacolo alle iniziative della magistratura.