Il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Mohamed ElBaradei, ha attaccato Israele per la sua mancata cooperazione all’inchiesta per arrivare alla verita sul sospetto sito nucleare siriano che gli israeliani hanno bombardato nel 2007. Rivolgendosi al governo di Tel Aviv attraverso l’ambasciatore israeliano osservatore presso l’Aiea, Dan Ashbel, ElBaradei ha dichiarato: “Vi saremo grati se smettesse di farci le prediche”. La frase, secondo quanto hanno riferito alcuni partecipanti alla riunione a Vienna, è stata pronunciata replicando alle insistenti richieste israeliane affinché l’Aiea avvii un’inchiesta sul sospetto sito nucleare siriano. Del caso, ancora non chiaro, ci siamo già occupati, su Altrenotizie: il 6 settembre 2007, quando - secondo il New York Times - un raid aereo israeliano sui cieli della Siria ha distrutto un impianto in costruzione presso Dair Alzour. Impianto che, sempre secondo il quotidiano statunitense, richiedeva ancora diversi anni di lavoro per il suo completamento ed era probabilmente basato sul modello di un’analoga struttura creata in Corea del Nord per costruire combustibile nucleare. Impianto la cui esistenza non è mai stata dichiarata, semmai sempre negata, dal governo siriano.
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9 giugno 2009
pubblicato su Altrenotizie
Che il mare fosse destinato ad accogliere i rifiuti, soprattutto quelli tossici, della società industriale occidentale, non è cosa nuova; è una storia che ci viene raccontata da 30 anni di navi cariche di materiali velenosi affondate nel mediterraneo. Ma c’è una nuova frontiera che si presenta sul vicino orizzonte, nel campo degli smaltimenti illeciti in mare, ed è una frontiera che abbatte i costi di affondamento di una vecchia carretta del mare. E’ successo nella ridente isola d’Ischia, in pieno Golfo di Napoli, dove rifiuti e fanghi tossici non venivano smaltiti in discarica, né osservando procedure di legge, ma direttamente in mare: nelle acque antistanti l’isola, circondata da alberghi e villaggi turistici. A svelarlo è l’inchiesta “Dirty Island”, coordinata dal capitano Achille Sirignano dei carabinieri del Noe di Napoli, che ha fatto scattare gli arresti domiciliari per cinque persone coinvolte in un traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Coinvolti anche sessanta albergatori, che risultano essere indagati nella stessa inchiesta.
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6 giugno 2009
Pubblicato su: Altrenotizie
Si apre la polemica negli Stati Uniti per la pubblicazione in rete di un documento riservato, contenente la lista dei siti nucleari sparsi su tutto il territorio nazionale. Il documento è stato rimosso dalla Rete, ma è comunque rimasto consultabile, e scaricabile per un’intera giornata sul sito web del governo. Una “svista” abbastanza grave, giacché la lista contiene descrizioni relative anche agli impianti dove è stoccato l’uranio arricchito ed altri materiali utilizzati per la costruzioni di armi nucleari. Secondo il governo USA si è trattato proprio di una svista: il documento era riservato e destinato all’Agenzia Onu per l’energia atomica (Aiea). Ed ora? In molti, oltreoceano, denunciano il rischio che le informazioni contenute siano state acquisite da terroristi pronti a colpire gli Stati Uniti. Un pericolo che gli esperti nucleari hanno prontamente minimizzato, sostenendo che è comunque possibile conoscere la localizzazione esatta dei siti nucleari attraverso altre fonti.
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29 maggio 2009
Pubblicato su Altrenotizie
Il mensile La nuova ecologia, in collaborazione con Lorien Consulting, ha svolto uno studio su un vasto campione di italiani circa la produzione energetica del nostro Paese. Lo studio è stato presentato la mattina del 27 maggio a Roma, al Forum QualEnergia, iniziativa promossa insieme a Legambiente e al Kyoto Club. Il risultato potrebbe apparire più che sorprendente a quelle figure - praticamente tutte - del Governo italiano che vantano e ostentano un grande consenso da parte degli italiani anche sulle politiche energetiche. Secondo la ricerca, le fonti alternative piacciono a 8 italiani su 10, il 75% vorrebbe che l’energia fosse prodotta da solare e fotovoltaico, il 60% degli italiani e’ contrario al nucleare, per 7 su 10 e’ pericoloso. Oltre la metà si opporrebbe “con tutte le forze” alla costruzione di una centrale atomica vicino a casa propria. In generale, le questioni ambientali preoccupano il 68,7% dei cittadini, più del rischio terrorismo e guerre al 22,1% e del problema casa al 4,9%.
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22 maggio 2009.
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Il presidente americano Barack Obama ha dato il suo personale via libera ad un accordo nucleare tra Usa ed Emirati Arabi Uniti. L’intesa potrebbe fruttare miliardi di dollari alle industrie Usa. L’accordo infatti, autorizza gli Emirati ad acquistare dagli Usa materiale nucleare a fini energetici, con la garanzia che tale materiale non sarà riprocessato. “Sono giunto alla conclusione che questo accordo aumenterà, e non metterà a repentaglio, la sicurezza del nostro paese”, ha detto Obama in conferenza stampa. “Lo scopo”, si legge in un comunicato della Casa Bianca, “è di provvedere al crescente bisogno di energia elettrica di quel Paese del Golfo”. Obama ha firmato mercoledì l’accordo, che era stato progettato durante la presidenza Bush, sostenendo che esso “promuoverà la difesa e la sicurezza comuni e non sarà, al contrario, un rischio”.
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