Iran: killers all’opera
12 gennaio 2012
Pubblicato su Altrenotizie
Un esperto nucleare che lavorava nel sito di Natanz, specializzato nell’arricchimento dell’uranio, è stato ucciso ieri a Teheran in un attentato. Mustafa Ahmadi Roshan era nella sua auto quando una moto si è avvicinata piazzando una bomba magnetica sulla vettura che, secondo testimoni, è esplosa subito dopo causando anche un secondo morto ed il ferimento di altre due persone. Lo riferiscono i media iraniani, precisando che l’attentato è avvenuto nella parte nord della città, vicino all’Università.
Terminata la conferenza di Durban sul clima, la COP17, restano aperti i solidi dubbi, con la sola certezza che di soluzioni non ne sono state trovate. Non perchè non sia possibile affrontare il tema del riscaldamento globale da un punto di vista tecnico o scientifico, ma per motivi politici. Politica negoziata, tra tutti i Paesi del mondo, in vista della scadenza del Protocollo di Kyoto fissata per il 2012.
Il governo di Teheran ha smentito ieri le accuse, riportate dal Washington Post, sulla presunta fornitura di armi chimiche all’ex regime libico guidato da Muammar Gheddafi. “A proposito delle forniture d’armi al regime di Gheddafi, l’Occidente farebbe meglio a guardarsi allo specchio perché l’Iran ha sempre combattuto in prima linea contro le armi chimiche”, ha spiegato il portavoce del ministero iraniano degli Affari esteri, Ramin Mehmanparast.