Arriva la tracciabilità dei rifiuti
21 gennaio 2010
Pubblicato su Altrenotizie
Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha presentato il 13 gennaio scorso, presso la Sala Europa del Ministero dell’Ambiente, il SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e urbani della Regione Campania. Il progetto nasce per garantire un maggiore controllo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, lungo tutta la filiera, sfruttando le tecnologie più avanzate. Presenti, assieme al ministro, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, e il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, che hanno firmato i protocolli per l’attuazione del sistema.
Cosa succede ai rifiuti speciali?
18 gennaio 2010
Pubblicato su Altrenotizie
Non è una modica quantità di rifiuti speciali, quella sequestrata dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Salerno a Battipaglia: trecentomila tonnellate di rifiuti speciali, depositati come fossero caramelle, su un’area di circa 25mila metri quadrati. Una vera e propria montagna. Rifiuti speciali, quindi, di provenienza industriale, non certo normale “spazzatura”, che erano, secondo le fiamme gialle, “depositate in maniera incontrollata su un terreno battuto, inquinando e danneggiando gravemente il sottosuolo”.
Google sfida la Cina
15 gennaio 2009
Pubblicato su Altrenotizie
Di regola, certe operazioni di politica globale dovrebbero farle gli Stati, o le confederazioni e unioni di Stati. Ma, di fronte ad un colosso dell’economia come la Cina, gli stati occidentali chinano la testa, vuoi perché la Cina detiene il loro debito pubblico, vuoi per evitare un aggravarsi della crisi economica in cui versa attualmente il modello capitalista. Così, succede che di fronte alla sistematica violazione dei diritti umani dei suoi cittadini, a prendere posizione contro Pechino non sia l’ONU, o gli USA, o l’UE, ma un’azienda privata. Anzi, un colosso dell’industria informatica moderna: Google.
Le nuove rotte dei rifiuti
5 gennaio 2010
Pubblicato su Altrenotizie
Potrebbe sembrare un controsenso, quanto appare da alcune indagini condotte dalla magistratura e dalle autorità doganali del nostro Paese. Eravamo abituati a vedere i rifiuti industriali italiani, in particolare quelli tossici, prendere la via dell’Africa, a fare compagnia a quelli di quasi tutto il resto d’Europa, invece il nuovo quadro che emerge, alla soglia del secondo decennio del XXI secolo, indica una inaspettata inversione di tendenza: dall’Italia all’Africa, e poi di ritorno nel nostro Paese. E’ questo il nuovo affare (economico) che circonda gli scarti velenosi del nostro mondo produttivo. Quei rifiuti tossici tornano in Italia.
